352946 Obama-PutinQuali sono i veri motivi della sanzioni che anche l’Italia ha messo alla Russia e che tanti danni stanno procurando alla nostra economia?
Se lo chiede il parlamentare della Lega Nord Gianluca Pini secondo cui:

 

«Il ministro Mogherini mente. Sta negando la verità sulle vere ragioni delle sanzioni alla Russia, chiaramente dettate da soggetti terzi in cambio, evidentemente, della sua poltrona alla Pesc». Il parlamentare in un’interrogazione chiede agli esponenti del governo italiano di riferire sulle ammissioni di Joe Biden riguardo le pressioni che sarebbero state operate dagli Usa per spingere l’Ue ad adottare le sanzioni nei confronti di Mosca.
Pini si riferisce alla relazione tenuta da Biden alla Harvard Kennedy School di Boston sulla politica estera dell’amministrazione Obama. In quell’occasione – dice Pini nell’interrogazione – «Biden ha evidenziato come l’Unione europea sia stata costretta a sanzionare la Russia contro la propria volontà proprio dalle pressioni esercitate nei suoi confronti dall’insistenza del Presidente americano Barack Obama». Nell’interrogazione viene chiesto «quali siano le ragioni che hanno indotto il nostro Governo e quelli degli altri Paesi membri dell’Unione Europea a piegarsi a quelli che paiono essere stati dei veri e propri diktat».
Il Governo ha risposto all’interrogazione sostenendo che le sanzioni sono uno strumento per «spingere la Russia sul cammino del dialogo». Quella del ministro è, secondo Pini, «una non risposta. Abbiamo tolto il velo sull’ipocrisia. L’Italia e l’Unione europea hanno subito le pressioni di un soggetto terzo. Gli Usa hanno tutto il diritto di fare i loro interessi, e lo sanno fare bene. Non altrettanto stanno dimostrando Bruxelles e questo governo che – piegati alle decisioni di altri – stanno uccidendo la nostra economia con sanzioni folli, che stanno mettendo in ginocchio le nostre aziende. E per che cosa? Forse per un posto in Europa della Mogherini, assegnata a un incarico tanto prestigioso quanto inutile. Se è questo il modo di fare il fondato timore è che, soprattutto in politica estera, ne vedremo di peggio».

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