gdf-evasione-fiscaleQuattro anni fa l’imprenditore vicentino Andrea Ghiotto nel corso di una trasmissione Rai sostenne che “evadere non è un reato grave”. Lo disse per giustificare una serie di condotte che lo portarono a una condanna per bancarotta ed evasione fiscale.
“Dov’è il problema? Io non ho né ammazzato né stuprato, non ho ucciso nessuno”, disse Ghiotto.

 

Queste affermazioni ora gli sono costate una nuova condanna per “danno di immagine” del fisco italiano. E una multa di circa un milione di euro.
Secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle, il 43 enne imprenditore veneto era riuscito a eludere il fisco insieme ad altre persone, poi indagate, grazie ad sistema ben oliato: utilizzava la squadra di calcetto a cinque “Arzignano Grifo” per distrarre fondi e non pagare le tasse sulle pelli grazie ad un sistema di false fatture.
Al termine dei processi cui è stato sottoposto, l’imprenditore si è guadagnato una condanna complessiva a 10 anni di carcere, per la quale ha fatto appello. A questa si è aggiunta una condanna di 6 anni e mezzo di reclusione, oltre alla confisca di alcune opere d’arte e di un conto corrente del valore di 36 mila euro e alla provvisionale di due milioni di euro. Senza dimenticare il danno d’immagine provocato all’Agenzia delle Entrate, a cui dovrà un milione di euro.
In Italia oggi chi ammazza se la cava con molto meno.