StoppbryllupetSecondo l’Unicef, 70 milioni di ragazze, con età minore di 18 anni, sono protagoniste delle cosiddette ‘unioni precoci’.

I matrimoni precoci rappresentano una vera e propria violazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, come da Convenzione Onu, poiché in primis contravvengono al principio di esprimere liberamente la propria opinione(art. 12) e il diritto a essere protetti da violenze e sfruttamento (art. 19), e alle disposizioni di altri importanti strumenti del diritto internazionale.

E’ necessario comprendere che le radici di questo fenomeno risiedono in norme culturali e sociali legate sia a pregiudizi di genere che a strategie sociali proprie delle economie di sussistenza, in primo luogo l’esigenza di “liberarsi” prima possibile del peso rappresentato dalle figlie femmine, ritenute meno produttive per l’economia familiare.

L’UNICEF in primis punta quindi sulla sensibilizzazione delle comunità sui diritti delle bambine e delle ragazze, ma anche su un lento e continuo dialogo con i governi dei Paesi coinvolti nel fenomeno per migliorare le leggi, le politiche e i servizi sociali.

I tassi più elevati di diffusione dei matrimoni precoci si registrano nell’Asia meridionale (46%) e nell’Africa subsahariana, non a caso le medesime regioni del globo in cui sono massimamente diffusi altri fenomeni, come la mortalità materna e infantile, la malnutrizione e l’analfabetismo. Nonostante i buoni passi avanti, oggi ancora il 60% delle ragazze tra i 20 e i 24 anni che risiedono nelle zone dove il fenomeno è maggiore, hanno contratto matrimonio in età minorile.

Non si deve però credere che il fenomeno sia così lontano da noi, che sia relegato esclusivamente ai paesi più poveri. La campagna shock norvegese documenta proprio questa situazione.

Theas Bryllupsblogg è nato in occasione della giornata delle bambine che si è tenuta l’11 ottobre. Si tratta del finto blog di Thea, dodicenne promessa sposa di Geir, 37 anni. Il blog racconta l’ultimo mese di preparativi delle nozze, di come la sposa si sta preparando al grande passo e di tutto ciò che l’aspetterà dopo il matrimonio, dei sogni cui è costretta a rinunciare sposandosi, dall’istruzione ai desideri di bambina, come avere un cavallo.

Il blog è nato in collaborazione con Plan, l’associazione che promuove i diritti dei bambini per sconfiggere la loro povertà. La campagna ha avuto il suo culmine proprio l’11 ottobre quando è stato diffuso il video del matrimonio di Thea, del suo arrivo all’altare e del suo NO a questa unione.

Un video che scuote le coscienze e che deve far riflettere sulle gravi implicazioni che un’unione precoce comporta nella crescita di una bambina, nella sua sopravvivenza e nel valore di una comunità.

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