Isis-IraqLo sceiccato islamico è ormai alle porte di Bagdad, mentre suoi uomini si siuatanno ammassansdo ai confini con la Turchia.
mentre l’Occidente non ha ancora un’effettiva strategia gli silamisti consuistano terreno e proseliti.

A Kobane, nel Nord della Siria, la battaglia continua strada per strada, ma lo Stato islamico non riesce a sfondare ed è costretto a inviare rinforzi, spostandoli dalla sua “capitale”, Raqqa. Una sconfitta sarebbe un disastro sul piano della propaganda jihadista, sul cui fronte l’Isis ora ha persino dichiarato guerra a Twitter, affermando che i suoi dirigenti “devono morire”.
Sul terreno, la minaccia mortale dello Stato islamico incombe anche sulla regione occidentale irachena di al Anbar, dove oggi il capo della polizia è rimasto ucciso in un’esplosione avvenuta a Ramadi, e sulla stessa Baghdad, attorno alla quale – secondo fonti locali citate dal Telegraph e da al Arabiya – l’Isis avrebbe radunato «fino a 10mila combattenti», pronti a sferrare un attacco alla capitale.
Nel mirino, secondo il capo di Stato maggiore interforze Usa, generale Martin Dempsey, ci potrebbe essere l’aeroporto della capitale irachena. Di recente, ha rivelato alla Abc, hanno tentato di conquistarlo e sono stati respinti dagli attacchi degli elicotteri Usa. «Erano a circa 20 o 25 chilometri» dallo scalo, ha raccontato, aggiungendo che «se avessero avuto la meglio sull’unità dell’esercito iracheno sarebbero arrivati dritti all’aeroporto» e «non potevamo consentire che accadesse».
Intanto la Turchia ha accettato che gli Stati Uniti abbiano accesso alla base aerea a Incirlik nel quadro della battaglia contro l’Isis. «I dettagli dell’utilizzo delle basi turche sono ancora in fase di sviluppo» ha detto un funzionario della Difesa americana. Gli aerei americani operano già da tempo nella base di Incirlik, dove sono presenti 1.500 uomini. Ma finora i raid portati dagli americani contro lo Stato Islamico sono partiti esclusivamente dalle basi aeree di Emirati Arabi, Kuwait e Qatar.