Donna kamikaze curda attacca l Isis a Kobane 1412545813212E’ quanto riferisce l’osservatorio siriano per i diritti umani, il Rami Abdel Rahman.

Una giovane comandante della Ypg (Unità di protezione popolare curda), Arin Mirkan, 22 anni e madre di due bambine, si è fatta esplodere accanto ad una postazione jihadista nei pressi di Kobane: la donna, finite le munizioni ha sacrificato la sua vita per non finire ostaggio dei miliziani del ‘Califfato’. Con il suo estremo gesto avrebbe distrutto un mezzo blindato delle milizie islamiche e fatto circa una ventina di vittime. Sembra dunque si sia trattato di una decisione presa in conseguenza di una missione militare destinata al fallimento e per evitare la cattura, non di un attentato kamikaze su modello di quelli portati a termine da Al Qaeda o dai Talebani in Afghanistan.

Molte donne stanno scegliendo la strada delle armi, per sottrarsi al destino di spose bambine o peggio degli stupri etnici. E non è questo il primo caso di una combattente suicida: la stessa cosa era successa lo scorso 3 ottobre quando la 19enne Ceylan Ozalp si è sparata per non cadere ostaggio dei jihadisti. {jcomments on}