img 61441Avevamo un genio dell’arte e non ce ne eravamo accorti. Fortuna che ci ha pensato il Maxxi guidato da Giovanna Melandri a render giustizia all’artista e alla cultura italiana. Perchè il maggior museo di arte contemporanea italiana ha imnaugurato una prsonale dedicata a Andrea Boldrini.

Boldrini. Chi era costui? Nei libri di storia dell’arte nessuna traccia. Qualcosa su Internet accanto a un produttore di scarpe sportive con lo stesso nome.
Aprendiamo così che Andrea Boldrini (Matelica-Macerata 1963) parallelamente alla carriera artistica ha conseguito la maturità classica, la laurea in giurisprudenza e il diploma universitario in scienze religiose. E’ inoltre un appassionato astrofilo: ha progettato il più grande Binodobson al mondo ed è direttore dell’osservatorio di Jesi.
Recensioni di critici però, almeno fino ad ora, nessuna o quasi.
Perchè dunque la mostra al Maxxi? I maligni, pensando al cognome, azzandano un’ipotesi. Il Nostro, infatti, è anche il fratello minore di Boldrini Laura, presidente della Camera. E, maligni, sostengono che soprattutto questo sia il suo maggior merito artistico.
Scrive il critico Carlo Franza: “Pensate, mostre personali di rilievo, zero fino al 2013, poi al signor Andrea Boldrini si sono spalancate le porte dell’Istituto di Cultura Italiana a Budapest(Ministero Affari Esteri), del Palazzo delle Esposizioni di Roma, delle Scuderie Aldobrandini di Frascati e adesso il Maxxi di Roma. Dal suo curriculum sappiamo che ha un diploma universitario di scienze religiose, e quindi è molto pio o quasi, che ha fatto il liceo dai Salesiani a Macerata, e che ama scrutare i cieli tanto che ha messo in piedi un “binodobson”(un binocolo). Ma non allontaniamoci molto dal discorso artistico. Cosa dipinge? Cieli, pecore- forse pensando alla pecorella smarrita dei vangeli- mandrie di pecore e vescovi con tanto di mitra. Strane simbologie, parabole contemporanee, uomini fra terra e cielo, anzi uomini di chiesa. Ma la mostra è stata fatta avendo i piedi per terra. Adesso nel mio archivio c’è notizia. E vi saprò dire in futuro, quali saranno le nuove programmazioni dell’Andrea Boldrini. Certo la strada è lunga, e ad oggi colleghi di alta statura intellettuale non ne hanno mai parlato del Boldrini, né recensito sue mostre. Quanti miracoli fa la politica. Anche in arte. Chissà che per intercessione della Presidente della Camera qualcuno non si muova”.
Sicuramente un maligno anche lui

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