ue-fr-news1Il governo francese sceglie “di adattare il ritmo della riduzione del deficit alla situazione macro economica del Paese”: “Garantiamo la serietà ma rifiutiamo l’austerity che sarebbe negativa per la nostra economia”. Ad affermarlo, nel corso della sua audizione in Commissione Finanze dell’Assemblée Nationale, è il ministro francese dell’Economia e delle Finanze, Michel Sapin illustrando il progetto di legge finanziaria 2015.

Nel 2014, annuncia, il rapporto deficit/pil della Francia sarà pari al 4,4%, nel 2015 al 4,3% e al 3,8% nel 2016. Parigi aveva promesso inizialmente di tornare l’anno prossimo sotto la soglia del 3% prevista dal Patto di stabilità e di crescita.
“La nostra politica economica -sottolinea Sapin- non cambia ma il nostro deficit si ridurrà più lentamente a causa della debole crescita che si registra in Europa e in Francia. Non decidiamo nuove misure perché avrebbero effetti negativi sulla crescita e sull’inflazione”. La volontà del governo, aggiunge Sapin, “è quella di adattare il risanamento dei conti pubblici alla situazione economica”.
La situazione economica in Francia e in Europa “è delicata”. Dopo la crisi del settore bancario, la crisi del debito sovrano nell’area dell’euro, sottolinea ancora Sapin, oggi “dobbiamo far fronte a una crescita nell’area dell’euro debole, troppo debole. L’attività economica non ha ancora recuperato il suo livello di sei anni fa”.
L’inflazione, rileva, “è a un livello storicamente basso e solo all’orizzonte 2017 dovrebbe tornare a un’inflazione nell’area dell’euro intorno al 2%. E questo nonostante le buone decisioni prese dalla Bce”. La disoccupazione in Europa “resta estremamente elevata visto che nell’area dell’euro è superiore al 10% e la disoccupazione giovanile supera il 20% nella metà degli Stati membri”. Gli “unici elementi di ottimismo” in questo momento, sottolinea il ministro dell’Economia francese, “sono il deprezzamento dell’euro e il calo del prezzo del petrolio”.
La politica monetaria europea, aggiunge, “deve continuare a sostenere la domanda”, “le riforme strutturali e gli investimenti devono servire a sostenere l’economia”. Proprio per questo “il trend di consolidamento del bilancio deve essere adattato alla situazione economica che si registra nell’area dell’euro e nei singoli Paesi”. Una crescita del pil in Francia stimata a +1% nel 2015 “non è abbastanza” per rilanciare l’attività economica e favorire la creazione di posti di lavoro “che è un imperativo sociale”. In questo contesto economico difficile, aggiunge Sapin, il Governo francese “mantiene la sua strategia economica e rispetta i suoi impegni” che prevedono risparmi “per 50 miliardi di euro entro il 2017 di cui 21 mld di risparmi nel 2015”.

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