napolitano“La riforma della giustizia non è più rinviabile”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale i nuovi membri del Csm. “In relazione alla profonda crisi economica e sociale del paese – ha detto il Capo dello Stato – si sono manifestate nuove ragioni di attualità e non rinviabilita dei problemi di riforma della giustizia”.

“Al Parlamento è affidato l’impegno di restituire efficienza ad una macchina giudiziaria lenta e caotica, il cui funzionamento è largamente insoddisfacente”, ha aggiunto Napolitano proprio nel giorno in cui i giudici hanno stabilito che dovrà testimoniare in merito alla trattativa Stato-mafia. E ha sottolineato come la riforma della giustizia sia essenziale per ridare competività all’economia: “Le esigenze di corretto, lineare, spedito funzionamento del sistema giudiziario appaiono vitali al fine di dare le certezze e le garanzie di cui ha indispensabile bisogno lo sviluppo dell’attività economica e dell’occupazione” e gli investimenti pubblici e privati italiani e stranieri.
Forse si tratta solo di una coincidenza. ma sembra proprio che lo schiaffo ricevuto dagli inquirenti palermitani abbia ridestato l’attenzione di Napolitano sui problemi della Giustizia.
La Corte d’assise che sta celebrando il processo per la trattativa Stato-mafia entrerà nel palazzo del Quirinale, per ascoltare come testimone il presidente della Repubblica. Così ha deciso il collegio presieduto da Alfredo Montalto, che già all’inizio del processo aveva ammesso la testimonianza del Capo dello Stato chiesta dalla procura.
La Corte ha stabilito con un’ordinanza che l’udienza in trasferta al Quirinale sarà a porte chiuse: non potranno partecipare né gli imputati, né il pubblico. Dunque, non dovrà essere disposto alcun videocollegamento con i capimafia sotto processo, Salvatore Riina, Leoluca Bagarella e Antonino Cinà. Davanti a Napolitano, ci saranno solo i giudici della corte d’assise di Palermo, i pubblici ministeri e gli avvocati.

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