KIM1Un mesetto fa mi sono imbattuta nel video di Nicki Minaj, Anaconda, un tripudio di fattore C: sederi e chiappone agitati e agitanti che neanche Tinto Brass quando la Marini cavalcava la mortadella avrebbe immaginato.

Una mistura di forme esagerate e toniche, chiappe sobbalzanti al ritmo del twerking in netta “sovrabbondanza” rispetto al torace piccolo e alla vita stretta delle sue portatrici.

Che da alcuni anni i sederi tondi e sodi in stile afro fossero tornati di moda ce lo aveva spiegato bene Jennifer Lopez con la sua assicurazione milionaria e il suo trionfo di jeans stretti, body e riprese “dal basso” che popolano i suoi video. E diciamo che noi donne abbiamo (tutte credo) tirato un sospiro di sollievo perché se il sedere di JLo è il più bello vuol dire che finalmente, passerelle a parte, il mondo ha riconosciuto la potenza sensuale delle curve.

Come spesso accade anche in questo caso è l’America che detta legge, che inventa la moda del momento, esagerata come di frequente.
Parlo della moda del fattore C… XXL!

Personaggi come Kim Kardashian stanno da tempo promuovendo la cultura del fondoschiena esageratamente gonfio al punto che si sospetta un intervento chirurgico di ampliamento degli airbag posteriori. Non è fantascienza, è davvero possibile: molte donne sono ricorse a questo tipo di chirurgia estetica per poter sfoggiare un bel “sederone”. Si chiamano butt implants e sono vere e proprie protesi atte ad ingrandire il sedere, mentre il resto del corpo resta magro e scolpito, tranne il seno, anch’esso spesso rifatto.

Kim Kardashian, NIcki Minaj, Iggi Azalea sono tutte portatrici sane di questa moda.

E per enfatizzare ancora di più il sedere cosa si può fare oltre indossare perennemente leggins e tubini? Il vitino di vespa! Ebbene, anche qui Kim ci dice come: con il Waist-training.

Letteralmente “allenamento della vita” prevede una serie di esercizi specifici ma soprattutto si basa sull’indossare uncorsetto-spanx durante l’allenamento in palestra in modo che la muscolatura e in generale il busto si adatti alla forma allungata e stretta che il corsetto impone. Nulla di nuovo è stato inventato: Ethel Granger, la donna col vitino da 21 cm di diametro, aveva fatto del corsetto uno stile di vita, nel vero senso della parola. Resta però anche in questo caso la bruttura della deformazione di un corpo probabilmente molto più bello come natura lo aveva fatto.
De gustibus!

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