de-benedettiLa procura di Ivrea ha chiuso le indagini sui morti a causa dell’amianto negli stabilimenti Olivetti del Canavese. Sono 39 gli ex dirigenti indagati per omicidio colposo, tra i quali figurano anche Carlo e Franco De Benedetti, Rodolfo De Benedetti e Corrado Passera. A Roberto Colaninno è invece contestato il reato di lesioni colpose. Le morti accertate di ex dipendenti che hanno lavorato negli stabilimenti nell’arco di tre decenni per mesotelioma pleurico sono 13.

In sintesi l’amianto all’Olivetti di Ivrea avrebbe causato la morte,  dopo la pensione, di una ventina di lavoratori impiegati tra gli anni Settanta e gli anni Novanta.  I pm, Gabriella Viglione e Lorenzo Boscagli, ipotizzano le lesioni e l’omicidio colposo. La chiusura indagini non presuppone automaticamente il rinvio a giudizio. E gli indagati possono ancora presentare richieste o memorie, chiedere al Pm il compimento di ulteriori indagini o chiedere di essere sottoposti ad interrogatorio. Carlo De Benedetti fu amministratore delegato e presidente dell’Olivetti dal 1978 al 1996; il fratello Franco fu amministratore delegato dal 1978 al 1989, e vicepresidente dal 1989 al 1992 oltre che consigliere di amministrazione fino al 1993; il figlio Rodolfo è stato consigliere di
amministrazione dal 1990 al 1997; l’ex ministro Corrado Passera poi, consigliere di amministrazione dal 1990 al 1996 e amministratore delegato dal 1992 al 1996. Colaninno è stato amministratore delegato a partire dal 1996. In una nota Carlo De Benedetti «ribadisce con forza la propria totale estraneità ai fatti contestati». «De Benedetti – si legge – ha ricevuto oggi, insieme a numerose
altre persone, un avviso di conclusione delle indagini nell’ambito dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Ivrea sull’amianto all’Olivetti. Il provvedimento era già stato anticipato nelle scorse settimane da indiscrezioni di stampa». L’Ingegnere «attende con fiducia le prossime fasi del procedimento, nella convinzione che all’esito di questa complessa indagine svolta dai pubblici ministeri, una volta al vaglio del giudice, possano essere chiariti i singoli ruoli e le specifiche funzioni svolte all’interno del articolato assetto aziendale della Olivetti». «Nel ribadire la propria vicinanza alle famiglie degli operai coinvolti – conclude il comunicato – De Benedetti ricorda ancora una volta che, nel periodo della sua permanenza in azienda, l’Olivetti ha sempre prestato attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, con misure adeguate alle normative e alle conoscenze scientifiche dell’epoca». Il segretario torinese della Fiom, Federico Bellono, commenta: «È importante che i magistrati di Ivrea abbiamo portato a termine un’indagine complessa ma soprattutto dovuta: nei confronti dei troppi lavoratori che si sono ammalati e sono morti per aver lavorato all’Olivetti. Noi in quest’ultimo anno abbiamo lavorato per contribuire a far emergere una realtà tanto scomoda quanto tragica. Nè il nome dell’azienda nè quello degli indagati possono frenare l’accertamento delle responsabilità in una vicenda le cui conseguenze sono tutt’altro che concluse».

{jcomments on}