23580598 imposta-di-successione-per-immobili-con-pi-subalterni-0Il governo sta studiando un vero e proprio giro di vite sulle tasse di successione che possa far salire il gettito complessivo dagli attuali 500 milioni di euro almeno ad 1 miliardo. Il progetto, che rientra  in un dossier più generale riguardante agevolazioni fiscali da abolire per circa 3 miliardi, potrebbe vedere la luce già nella prossima legge di stabilità che a breve sarà presentata dall’esecutivo.

 

Nello specifico, gli interventi in cantiere riguarderebbero tanto le aliquote attuali, che verrebbero aumentate, quanto le soglie delle franchigie che invece potrebbero essere abbassate. E allora potrebbe accadere che, per i beni devoluti a favore del coniuge o dei parenti in linea retta, ossia figli e genitori, l’imposta attuale, fissata al 4%, salirebbe al 6%.
Allo stesso tempo l’attuale franchigia dopo la quale scattano le aliquote in questione verrebbe invece abbassata sensibilmente dall’attuale milione di euro, a circa 2-300mila euro.
Seguendo uno schema analogo poi, sui beni a favore di fratelli e sorelle che eccedono il valore di 100mila euro, l’attuale imposta del 6% verrebbe portata all’8%.
E sempre di due punti crescerebbe l’imposta pagata fino a oggi da tutti gli altri soggetti che ricevono un’eredità, che passerebbe dall’attuale 8% al 10%.
Pare che sia l’Europa (sempre lei) a chiederci in maniera specifica di intervenire sulle tasse di successione, per riallineare il prelievo ai livelli degli altri Paesi dell’Unione.
Ad esempio in Germania la tassazione va dal 7% al 30% per coniuge e parenti in linea retta, con l’esistenza di alcune piccole franchigie. Si passa poi dal 12% al 40% per altri gradi di parentela per finire a una forbice che va dal 17% al 50% per i terzi.
In Francia invece si va da aliquote tra il 5% e il 40% per coniuge e discendenti in linea retta, anche qui con franchigie molto contenute, per passare a valori tra il 35% e il 55% per altri parenti, fino al 60% destinato ai terzi. E ancora, vale la pena citare il caso del Regno Unito, dove esiste una sorta di aliquota unica fissata al 40%, dalla quale è escluso solo il coniuge.

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