matteo-renzi“Mille giorni sono l’ultima chance per recuperare il tempo perduto, il cartellone di recupero dopo aver perso tanto tempo”. Così Matteo Renzi nel suo intervento alla Camera prima e al Senato poi. “La gravità del nostro approccio – spiega il premier –  nasce dalla consapevolezza forte e diffusa che al termine di questo percorso riusciremo non soltanto a capovolgere la storia di questa legislatura ma a rimettere in pista l’Italia”.

 

Riforme al centro del doppio intervento alle Camere, perché, ha messo in chiaro, se ”questo Parlamento non è capace” di fare le ”riforme necessarie”, ”di modificare le cose?che non sono andate negli anni scorsi” non ci resta che il voto. Dalla legge elettorale alla giustizia, dalla scuola (”perché saranno tutte inutili se non ci sarà quella del sistema educativo”) fino al lavoro. ”Non è pensabile difendere questo sistema del diritto del lavoro – ha scandito nell’aula di Palazzo Madama – Va radicalmente cambiato perché ora è ingiusto e iniquo”, bisogna “garantire forme di tutela univoche e identiche” e occorre “farlo in tempi strettissimi. Nessuna discussione ideologica può fermare quella che oggi è una priorità”.
Quindi la chiusura all’insegna della sfida. ”Nelle lettere e negli inviti che ricevo c’è una gigantesca domanda di politica: finalmente si può fare ciò che si deve fare. Tocca a noi, se al termine dei mille giorni avremo fallito la responsabilità sarà nostra, altrimenti sarà l’Italia ad avere successo”.

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