o-MATTEO-RENZI-facebookL’Italia registrerà nel 2014 una contrazione del Pil dello 0,4%, l’unico dato negativo tra i Paesi del G7. E’ questa la stima dell’Ocse, che ha tagliato drasticamente le precedenti stime, pari a +0,5%. Nel 2015, secondo l’organizzazione, ci sarà una timida ripresa dello 0,1% (+1,1% la precedente stima).

 

«Il recupero in Eurolandia rimane deludente, specialmente nei Paesi più grandi: Germania, Francia, Italia – scrive l’Ocse nell’Interim economic assessment – Mentre la ripresa in alcune economie periferiche è incoraggiante, altri Paesi fronteggiano ancora sfide strutturali e di bilancio, insieme al peso di un alto debito».
Per Eurolandia l’Ocse prevede una crescita quest’anno dello 0,8%, in accelerazione all’1,1% nel 2015. Il Pil dovrebbe aumentare in Germania dell’1,5% sia quest’anno che il prossimo, mentre in Francia il prodotto interno lordo dovrebbe assestarsi allo 0,4% nel 2014 e all’1% nel 2015. Secondo l’organizzazione la crescita nell’area dell’euro sembra quindi nel breve termine dover rimanere frenata. Al contrario la ripresa è solida negli Stati Uniti, si sta rafforzando in India ed è in linea in Giappone e Cina. «L’inferiore sincronizzazione economica dei diversi Paesi si riflette in requisiti di strategia politica divergenti – scrive l’Ocse – Ciò nonostante, resta vero che le condizioni monetarie dovrebbero rimanere di sostegno in tutte le principali economie avanzate, mentre la maggior parte dei Paesi dovrebbero fare ulteriori progressi nel consolidamento di bilancio per assicurare che il debito resti sostenibile. Per rafforzare sostanzialmente la crescita alcuni Paesi stanno cogliendo l’opportunità di riforme strutturali e devono ora assicurarne l’effettiva implementazione, mentre altri devono essere più ambiziosi per aumentare la competizione e l’occupazione».
«Vista la debolezza della domanda, la flessibilità all’interno delle regole europee dovrebbe essere utilizzata per sostenere la crescita – afferma l’Ocse – Al contempo il continuo fallimento dell’economia globale nel generare una crescita forte, equilibrata ed inclusiva sottolinea l’urgenza di sforzi di riforma ambiziosi».

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