moscheaRomaPrima c’erano garage e sottoscala. Ora ci sono palazzi anche di pegio. I musulmani a Roma, e anche in altre cittò italiane, stanno facendo affari d’oro in campo immobiliare. Tutto grazie ai petreoldollari che arrivano soprattutto dal Qatar.

 

Le moschee non autorizzate a Roma, come nel resto d’Italia, si aprono all’immobiliare attraverso l’acquisto di edifici da trasformare in veri e propri luoghi di culto. Un salto di qualità, che spalanca le porte ad un vero e proprio affare. Milioni di euro, infatti, arrivano con varie modalità nel nostro Paese per finanziare l’apertura di luoghi di culto o, meglio, la costruzione di vere e proprie moschee.
Uno dei problemi è che questi immobili vengono trasformati in moschee solo internamente in modo da non dover sottostare alla lunga trafilla di permessi e intoppi burocratici.
La costruzione di una moschea in piena regola, che sia esternamente riconoscibile come la Grande moschea di Roma, ha infatti bisogno di un iter amministrativo più lungo e complicato. Più facile, invece, continuare ad esistere sotto mentite spoglie, lasciando che l’esterno sia quello di un normale palazzo, senza minareti o altri segni. Dentro, invece, sempre sotto la grande copertura legale dell’associazione culturale, l’immobile sarà usato come vera e propria moschea con annessa una scuola coranica
In Italia i finanziatori sonoquasi sempre sceicchi del Qatar che selezionano le omunità islamiche dfa aiutare  tra quelle considerate più osservanti della dottrina wahabita. E’ il caso, per esempio, della moschea di Ravenna, sorta all’inizio di quest’anno in una località periferica.
In Italia – stando agli accertamenti dell’Antiterrorismo – sono quasi 20 le associazioni che avrebbero beneficiato di generosi finanziamenti da parte di uno sheikh del Qatar, che ha ritenuto poco dignitoso per i fedeli musulmani riunirsi in preghiera all’interno di garage e cantine.

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