freescotlandA 11 giorni dal referendum sull’indipendenza della Scozia, per la prima volta i separatisti appaiono in testa in un sondaggio. Secondo un rilevamento YouGov gli indipendentisti sono al 51%, mentre il 49% vuole mantenere l’unione con la Gran Bretagna.

 

Il sondaggio pubblicato dal Sunday Times, su un campione di 1.084 scozzesi, esclude però gli indecisi. Sono cinque milioni gli scozzesi che saranno chiamati alle urne il 18 settembre per rispondere alla domanda: “volete che la Scozia sia un paese indipendente?”.
Al centro della campagna vi sono stati due dibattiti televisivi in agosto fra il primo ministro del governo autonomo scozzese e alfiere dell’indipendenza, Alex Salmond, e l’ex cancelliere dello Scacchiere, il laburista Alistair Darling, a capo di ‘Better togheter’, movimento interpartitico a favore del mantenimento dell’unione. Darling è considerato il vincitore del primo dibattito e Salmond quello del secondo. A favore degli indipendentisti giocano recenti dati positivi sull’economia scozzese.
E dopo il risultato del sondaggio il ministro britannico delle Finanze, George Osborne, ha promesso il trasferimento alla Scozia di maggiori poteri, anche in materia fiscale. Il nuovo piano, ha spiegato alla Bbc, entrerà in vigore se al referendum del 18 settembre vincerà il “no” all’indipendenza della Scozia. “Vedrete nei prossimi giorni un piano di azione che concederà maggiori poteri alla Scozia, più poteri sulle tasse, sulla spesa e sul welfare – ha dichiarato il Cancelliere dello Scacchiere – il piano verrà messo in opera nel momento di una vittoria del ‘no’ al referendum”.
Salmond ha liquidato la proposta come un tentativo di “corruzione” dell’elettorato, frutto del “panico” dopo i risultati del sondaggio. “Stanno cercando di corromperci -ha detto – ma non funzionerà perché non sono più credibili”.

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