CottarelliHa usato il blog per far sentire il suo dissenso. Protagonista è Carlo Cottarelli, il commissario alla spending review, che mette in guardia Renzi sull’uso dei fondi in arrivo dai tagli. “Si sta diffondendo la pratica di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa” e “il totale delle risorse” già spese “prima di essere state risparmiate ammonta ora 1,6 miliardi per il 2015”. 

 

 

Si sta diffondendo la pratica – scrive Cottarelli – di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali”. Insomma, spiega con malcelata ironia il titolo del blog: “La revisione della spesa come strumento per il finanziamento di nuove spese”.
Il problema è che questo ha un inconveniente. Il governo sta già faticando a trovare le risorse (almeno 10 miliardi) per stabilizzare il bonus di 80 euro nel 2015, alle quali si aggiungono altri risparmi per fare fronte alla riduzione (per circa 4,5 miliardi) del deficit, necessario per portarlo se non al “pareggio” almeno in carreggiata. Invece sono già stati impegnati per il 2015 ben 1,6 miliardi di risparmi ancora da trovare. Come? prima con la legge di stabilità dove si spiega che la spending serve per evitare il taglio delle agevolazioni fiscali, poi nel decreto P.a per finanziare il pensionamento dei funzionari anziani. Ora di nuovo nel decreto P.a per per l’introduzione di quella ‘quota 96’ che consente di evitare dei simil-esodati nella scuola.
Immediate partono le polemiche, con il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, ad aprire il fuoco: Cottarelli “svela l’imbroglio delle coperture di Renzi, vale a dire il continuo ricorso, da parte del governo, ai risparmi derivanti dalla Spending review per finanziare altre spese, magari relative a norme di chiaro stampo clientelare”, mentre per la Lega “il governo sta spendendo soldi che non ci sono e non si sa se ci saranno”.
Anche Francesco Boccia, presidente della Bilancio alla Camera, replica a stretto giro: se Cottarelli “è in vena di dare consigli sull’utilizzo dei risparmi di spesa sulle pensioni, gli consiglio vivamente di rivolgersi prima al governo e solo successivamente al Parlamento”. Ma forse il commissario più che una critica al governo voleva lanciare un alert alla politica. Quella di Cottarelli è la stessa chiave di lettura che trova sponda anche nel ministro dell’Economia. “I tentativi di fare apparire le parole di Cottarelli come una polemica nei confronti del governo anzichè nei confronti di alcune prassi parlamentari sono evidentemente strumentali”, spiegano fonti del Tesoro, sottolineando che l’intervento mira invece a ribadire le posizioni comuni di Mef e Governo sulla spending.

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