Riprendono le condanne a morte in Kuwait ed Egitto, mentre Libano e Qatar entrano nella lista degli abolizionisti di fatto, ossia nel novero di quei Paesi che da almeno 10 anni non mandano al patibolo i loro condannati, raggiungendo così Mauritania, Marocco e Tunisia. Sono alcuni dei dati che emergono nell’ultimo Rapporto 2014 sulla pena di morte nel mondo presentato stamani a Roma dalla Ong ”Nessuno tocchi Caino”. Sul podio dei Paesi ”più boia” per il 2013 e nei primi sei mesi del 2014, rende noto il Rapporto, salgono Cina – che ne ha effettuate almeno 3.000, sulle 4.106 complessive -; Iran (687) e Iraq (172). Segue subito dopo l’Arabia Saudita (78). Mantengono la pena di morte, Palestina, Bahrein, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Oman, Siria e Yemen. Mentre ad attuare una moratoria delle esecuzioni è l’Algeria. Fra gli otto Paesi che lo scorso anno o nei primi sei mesi del 2014 hanno ripreso le esecuzioni capitali spiccano gli Emirati Arabi Uniti (1), l’Egitto (almeno 8 nel 2014) e il Kuwait con 5 esecuzioni.