matteo-salvini-620x350“Oggi il centrodestra non esiste quindi non potrei candidarmi per un soggetto che non esiste, noi lanceremo delle idee, dei programmi, delle proposte”.
Parlando a Padova, in occasione del congresso del Carroccio, Matteo Salvini detta l’agenda a una Lega che, pur continuando a parlare al Nord Italia, guarda a tutto il Paese. “Il nostro è un messaggio rivolto al Nord e a tutta l’Italia – spiega – rimaniamo Lega Nord, ma accettiamo la scommessa di aiutare chi al centro e al sud ha voglia di liberarsi e di riprendersi energie, libertà, lavoro”.

 

L’obiettivo per il futuro dei lumbard è a dir poco ambizioso: “Se arriveremo al 51% al Nord e a livello nazionale, vuol dire che avremo raggiunto il nostro obiettivo”.
“Oggi proponiamo un’alternativa al renzismo, che è una deriva pericolosa, statalista, che sta cercando di annullare tutto quel che rimane dell’identità, del commercio, del territorio, della democrazia – tuona Salvini – proporremo non ai partiti, ma ai padani e agli italiani una visione diversa, coraggiosa, rivoluzionaria, scommettendo sui cittadini, sugli imprenditori, su chi produce e crea ricchezza, facendo loro pagare la metà delle tasse che pagano oggi”. Dalla sicurezza all’immigrazione, fino ad arrivare alla rivolta fiscale. Il congresso del Carroccio serve a Salvini per tracciare, con coerenza e concretezza, i punti cardine su cui la Lega dovrà battersi a Roma e a Bruxelles. E la prima battaglia sarà, senza alcun dubbio, la rivoluzione fiscale che, a partire dal prossimo ottobre, porterà in piazza milioni di persone. “Proporremo un’aliquota fiscale secca al 20% uguale per tutti, dal nord al sud, per ricchi e poveri – spiega da Padova – la nostra scommessa è quella di far pagare di meno a chi oggi paga troppo e di costringere a pagare chi oggi non lo fa”.
Durante il congresso è stato affrontata anche l’emergenza immigrazione che, nelle ultime ore, ha fatto nuove vittime al largo delle coste italiane. Vittime che non sembrano scuotere né il governo Renzi né l’Union europea. Secondo Salvini, infatti, i morti “pesano sulla coscienza dei buonisti alla Mare Nostrum” e “sulla coscienza sporca di Matteo Renzi”. Parole durissime che rimarcano la netta opposizione al lassismo e al buonismo del Viminale in tema di politiche migratorie. “Non esistono più né il centrodestra né il centrosinistra – incalza il segretario della Lega Nord – esiste chi difende il territorio rispetto agli avvoltoi”. E proprio al territorio intende rivolgersi Salvini. Tanto che al Congresso di Padova è stata data tanta importanza agli amministratori locali. Se da una parte a Luca Zaia viene garantita la candidatura al secondo mandato, dall’altra a Roberto Maroni viene confermata piena fiducia dopo la bufera giudiziaria sullo scandalo Expo. Ed è proprio il governatore della Lombardia a schierarsi in prima linea con Salvini nella battaglia contro l’immigrazione clandestina. “Non spenderò mai i soldi dei lombardi per accogliere e mantenere i clandestini”, ha garantito Maroni confermando l’impegno di trasformare la Lombardia in una Regione a Statuto speciale.
Per il momento Salvini, che oggi è stato confermato alla guida del Carroccio fino al 15 dicembre del 2016, intende andare avanti da solo. Niente alleanze, insomma. Ma non è escluso che qualcosa cambi in futuro. “Per il momento andiamo soli, perchè siamo l’unica alternativa seria al renzismo – spiega – se qualcun altro ci farà compagnia sono solo contento”.