Silvio“Quell’accusa era ingiusta e infamante, sono profondamente commosso”. Questo il commento di Berlusconi dopo la sentenza di assoluzione per il Rubygate. Il leader di Forza Italia ha detto poi che “il primo pensiero va ai miei affetti più cari. Solo quelli che mi sono stati vicini in questi anni sanno quello che ho sofferto. Anche loro hanno sofferto con me anni di aggressione mediatica, di pettegolezzi, di calunnie, e mi sono stati accanto con serenità e affetto ineguagliabile”.

 

“Ammirevole la maggioranza dei magistrati” – Berlusconi ha poi definito “ammirevole la maggioranza dei magistrati, che oggi hanno dato conferma a quello che ho sempre asserito”. E ha inoltre fatto riferimento alla sua attività politica, dicendo che “da oggi possiamo andare avanti con più serenità. Il percorso politico di Forza Italia non cambia. Credo che questo sia nell’interesse dell’Italia, della democrazia, della libertà”.
Non si può dare per scontato, secondo i magistrati, che ci siano stati rapporti intimi tra Berlusconi e Ruby perché la giovane ha trascorso alcune notti ad Arcore. E questo ha sempre sostenuto anche la diretta interessata.
E’ stata dunque assoluzione su tutta la linea, che segna la vittoria dei legali del leader di Forza Italia. Per Berlusconi il sostituto procuratore di Milano, Piero De Petris, aveva chiesto di confermare i sette anni di carcere della sentenza di primo grado, mentre la difesa aveva presentato richiesta di assoluzione proprio per insussistenza dei fatti contestati.
Molto soddisfatto l’avvocato Franco Coppi, che ha commentato così la sentenza: “Una decisione che va oltre le più rosee previsioni”. E aggiunge che uno dei motivi dell’assoluzione dal reato di prostituzione minorile, cioè che “il fatto non costituisce reato”, potrebbe essere che Berlusconi non era a conoscenza che Ruby fosse minorenne. Coppi ha anche chiarito che questa “era una delle nostre tesi”. Si potrebbe dunque pensare insomma, secondo Coppi, alla “mancanza dell’elemento soggettivo”, ossia la consapevolezza della minore età.
In ogni caso, però, ha chiarito il legale, “questa è una formula di assoluzione che può essere adottata anche in altri casi e non mi azzardo dunque a dare una certezza, posso solo dire che questa era una delle nostre tesi e non so però se i giudici hanno preso in considerazione proprio questo elemento”.
In relazione, invece, all’assoluzione dalla concussione, ossia dall’accusa di aver fatto pressioni sui funzionari della Questura per ottenere il rilascio di Ruby, Coppi ha spiegato che la formula “perché il fatto non sussiste” è più semplice, perché significa che la condotta non ha integrato alcun reato. Con la recente sentenza delle sezioni unite della Cassazione che ha fissato i paletti sulle nuove normative del reato di concussione, inoltre, secondo Coppi “era impossibile anche derubricare la concussione per costrizione in concussione per induzione, perché quest’ultima forma richiede un vantaggio per il concusso”.

{jcomments on}