La rabbia per il divorzio l’ha trasformata in una terrorista. In tribunale si è difesa sostenendo che non intendeva «far del male a nessuno», e che era sicura che «i controlli negli uffici postali avrebbero scoperto le buste con il veleno prima che ci fossero vittime».
Ma il giudice l’ha comunque condannata a 18 anni di prigione, il massimo permesso per un aspirante terrorista che abbia prodotto tossine biologiche e le abbia messe in circolazione. Un anno fa la 36enne attrice televisiva Shannon Richardson aveva preparato tre lettere riempiendole di ricina e le aveva indirizzate una al presidente Barack Obama, una all’allora sindaco di New York Michael Bloomberg e la terza a Mark Glaze, direttore dell’associazione “Sindaci contro le armi”. La donna si era mossa lasciandosi dietro tracce in modo che le autorità sospettassero il marito, Nathan Richardson.
La polvere velenosa estratta dal seme di ricino è altamente letale. Non esiste possibile cura per bloccarne gli effetti, che possono manifestarsi anche dopo 12-24 ore. Shannon l’aveva avvolta dentro una lettera in cui fingeva di essere un maniaco delle armi, inferocito per i tentativi del presidente e del sindaco newyorchese di limitare in qualche modo la loro diffusione. La missiva indirizzata alla Casa Bianca recitava: «Quel che è contenuto in questa lettera è nulla paragonato a quanto ho in serbo per lei signor presidente. Lei dovrà uccidere me e la mia famiglia prima di prendermi le mie armi. Sparerò in faccia contro chiunque vorrà venire a casa mia»