BoschiMETorna l’immunità parlamentare per i senatori. Una larga maggioranza con dentro FI e Lega reintroduce le garanzie che il ddl del governo aveva in un primo momento cancellato. Il ministro Maria Elena Boschi, «alla luce del dibattito in commissione», dà parere favorevole.

 

Ma il governo prova a serrare i tempi. E la maggioranza nella conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama fissa al 9 o al massimo al 10 luglio l’approdo in Aula del ddl costituzionale che riforma il Senato e il titolo V. Resta dunque il ritardo rispetto alla data inizialmente prevista del 3 luglio, ma la decisione di far passare il testo anche davanti al ddl sul lavoro dà un margine ampio per approvare la legge al Senato prima della fine del mese. E avviare finalmente in commissione, come chiede a gran voce FI, la seconda lettura della legge elettorale. Anche se è altamente improbabile, visto anche l’affollamento di decreti in scadenza, che il via libera definitivo in Aula all’Italicum arrivi prima della pausa estiva.
Proprio a partire dalla legge elettorale prosegue il dialogo tra Pd e M5S. Renzi firma con Serracchiani, Moretti e Speranza una lettera ai grillini in cui mette nero su bianco i «quattro limiti invalicabili» alla proposta del 5 Stelle Toninelli: la mancanza di «certezza di avere un vincitore», «l’inciucio» creato «ex post» dalle alleanze dopo il voto, i collegi troppo grandi e la «complicata preferenza negativa». Seguono dieci punti su cui possibile avviare la riflessione, su riforme costituzionali e sistema di voto. Senza «l’arroganza di fare da soli» da parte del Pd, «ma anche senza alibi e paura».
Il governo ha più volte rassicurato sull’intenzione di tener fede al patto del Nazareno, ma al dialogo tra Pd e M5S continua a guardare con qualche apprensione FI. Che preme soprattutto per incassare l’Italicum, così come uscito dall’accordo tra Renzi e Berlusconi, in tempi brevi, possibilmente «prima dell’estate». Quanto alle riforme, il partito di Silvio Berlusconi si riunirà giovedì per decidere la linea sul nodo più spinoso, il metodo di elezione dei senatori. L’incontro è molto atteso perché se il Cav posizionerà gli `azzurri´ sul sì all’elezione indiretta, come si attende il governo, perderà forza anche la fronda trasversale ai partiti della maggioranza (oggi si aggiunge il senatore di Ncd Antonio Azzollini) e dell’opposizione (da Minzolini ai 5 Stelle), per l’elettivita’ diretta dei senatori.

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