ragazziisraelianiI ragazzi israeliani rapiti il 12 giugno scorso in Cisgiordania sono morti. I loro corpi sono stati trovati a nord della città di Halhul, vicino Hebron, non molto lontano dal luogo in cui erano stati visti l’ultima volta. Dopo la prima fuga di notizie via Twitter, tramite l’account della tv al Arabiya, la notizia è stata confermata dalle autorità israeliane,

 

il cui governo ha indetto una riunione d’emergenza. «Hamas è responsabile, Hamas la pagherà» reagisce il premier Benyamin Netanyahu. E aggiunge: «Sono stati rapiti e uccisi a sangue freddo da belve umane».
In precedenza il portavoce dell’esercito israeliano aveva già chiarito che sono ancora ricercati i due militanti di Hamas che Israele considera responsabili del rapimento: Marwan Qawasmeh e Amer Abu Aisheh. I soldati hanno fatto irruzione nelle loro case. «È necessaria una operazione che dia a Hamas un colpo mortale – aggiunge inoltre Danu Danon (Likud), viceministro della Difesa -. Dobbiamo sradicare il terrorismo, demolire le abitazioni degli assassini, distruggere i loro depositi di armi, bloccare i finanziamenti». «È il tempo delle azioni, non delle parole» aggiunge su Facebook il ministro dell’Economia Naftali Bennett. Mentre il presidente Shimon Peres riferisce che «l’intero Paese è in profondo lutto» e che «restiamo determinati a punire i terroristi criminali».
Non si fa attendere la reazione di Hamas: «Ogni offensiva di Israele aprirà le porte dell’inferno» dice il portavoce del movimento, Sami Abu Zurhi. «La scomparsa e l’uccisione dei tre israeliani sono una tesi israeliana e l’occupante cerca di usare questa versione per giustificare la sua guerra contro il nostro popolo, contro la resistenza e contro Hamas» accusa il portavoce.
Intanto secondo i siti dei giornali israeliani Haaretz e The Jerusalem Post è iniziata durante la notte una massiccia offensiva israeliana su Gaza. Ucciso un palestinese nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, durante un’operazione dell’esercito israeliano.

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