benzinaRaffica di aumenti per i carburanti , con le compagnie petrolifere che nel corso del weekend hanno proseguito i rincari avviati negli ultimi giorni, spingendo al rialzo i listini.

 

 

Lo rileva il Codacons in una nota. I prezzi di benzina e gasolio stanno subendo negli ultimi giorni pericolosi incrementi, afferma l’associazione in una nota, e già in molti distributori è stata sfondata la soglia di 1,90 euro al litro, con la benzina che arriva a costare 1,906 euro/litro in diverse zone del paese.
”Si prepara la solita estate di fuoco per gli automobilisti italiani, abituati oramai a subire rincari dei listini in occasione delle partenze per le vacanze – denuncia il Presidente Carlo Rienzi – Aumenti dei carburanti che avranno ripercussioni negative su tutta l’economia, determinando rincari generalizzati dei prezzi al dettaglio e spinte al rialzo dell’inflazione. Per questo motivo rivolgiamo un appello al Premier Matteo Renzi, affinché intervenga per evitare il solito massacro sugli italiani in vacanza, e adotti provvedimenti per sanzionare le speculazioni sui carburanti e frenare la crescita dei listini”.
E’ tutto in rosso il bilancio dei consumi e della spesa per benzina e gasolio auto nei primi 5 mesi del 2014. I consumi accusano un calo del 2% accompagnato da contrazioni del 4% per la spesa, dell’1,4% per le imposte e del 7,3% per la componente industriale, cioè per la parte che va ad industria petrolifera e distributori. Secondo il Centro Studi Promotor il calo dei consumi “non è coerente con l’inversione di tendenza che sembra essersi delineata per le vendite di autovetture e autoveicoli commerciali ed industriali, ma è coerente con l’andamento di produzione industriale e pil che indicano che la caduta dell’attività economica si è arrestata, ma non vi è ancora ripresa”.
E’ del tutto evidente, sottolinea Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, “che l’eccessiva tassazione su benzina e gasolio auto, non solo è una forte remora alla ripresa dell’economia, ma dalla fine del 2012 incide negativamente anche sul gettito fiscale. Si è cioè già verificato l’effetto Laffer, cioè l’effetto che si ha quando l’aumento della tassazione influisce tanto negativamente sui consumi da far calare il gettito”. Pertanto, rileva, “è necessario che il Governo intervenga riducendo le accise su benzina e gasolio auto, non solo per rilanciare l’economia, ma pure per sostenere il gettito e ciò anche perché i prezzi dei carburanti sono di nuovo in tensione per la crisi irachena”.
Il bilancio in rosso dei primi 5 mesi del 2014 di benzina e gasolio per autotrazione acquista però una valenza particolarmente negativa se lo si analizza nel quadro dell’andamento degli ultimi anni. I consumi di benzina e gasolio auto avevano subito una modesta contrazione già nel 2007 (-0,2%), cioè nell’anno che ha preceduto la crisi.

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