colosseo R400Il ministro Franceschini ci sta provando sul serio. Dopo la diffusione della notizia dei progetti di restauro e valorizzazione che vedranno interessati luoghi eccezionali come Pompei, la volontà di sbloccare le assunzioni, almeno partendo dai soliti stage, nell’ambito dei Beni Culturali, il decreto per l’Art Bonus, ovvero la defiscalizzazione al 65 per cento per i privati disposti ad investire sul patrimonio culturale italiano, l’introduzione della figura del manager che nei grandi musei andrà ad affiancare il soprintendente, nonché il rientro nelle casse dei singoli musei dei soldi prodotti dalla bigliettazione (che prima tornavano al Tesoro per poi essere solo in parte ridistribuiti al Mibact), adesso si occupa anche di orari e tariffe dei musei. Ne ha parlato alla platea degli stati generali della cultura organizzati a Roma dal Sole 24 Ore.

L’idea è nata dall’esame dei dati sugli ingressi nei nostri musei: ogni anno più di un terzo dei visitatori non paga il biglietto, compresi i turisti, perché over 65. Da qui l’idea di mettere mano al sistema tariffario, per renderlo più equo e in linea con quanto avviene negli altri paesi Ue. Secondo il ministro: ”Valorizzare la rete dei musei è una delle priorità del governo”. Dal 1 luglio dunque entreranno in vigore le nuove regole, ovvero: entreranno gratis solo i bambini e i ragazzi fino a 18 anni ed alcune categorie come gli insegnanti; restano le riduzioni per i ragazzi fino a 25 anni, mentre viene cancellata la gratuità per gli over 65. Viene istituita la ‘Domenica al Museo’ ovvero un porte aperte gratis per tutti in tutti i musei e i luoghi della cultura statali, ogni prima domenica del mese, Inoltre diventerà permanente Una notte al Museo, lanciata in via sperimentale e promossa dal successo di pubblico, che anzi raddoppia con due appuntamenti l’anno, sempre al costo di 1 euro. Infine, ogni venerdì i grandi musei pubblici italiani, compresi il Colosseo, gli Scavi di Pompei e gli Uffizi, si potranno visitare fino alle ore 22.

Un segno di volontà di puntare al patrimonio storico, artistico e archeologico, che mancava da un po’, ma soprattutto di riconoscimento reale della presenza di questo inestimabile patrimonio, di cui a volte sembrano accorgersi tutti fuorché noi italiani. {jcomments on}