LibroCobianchiDa dieci anni Sergio Marchionne è alla guida della Fiat che ha cercato di risanare e, comunque, di inserire tra i più grandi player dell’industria dell’auto. Questi dieci anni racconta Marco Cobianchi, giornalista economico di Panorama, nel suo ultimo libro “American dream. Così Marchionne ha salvato la Chrysler e ucciso la Fiat” edito da Chiarelettere.

 

 

 

 

 

Un libro d’inchiesta e di denuncia  in cui si ripercorrono questi dieci anni e gli otto piani indusrtiali elaborati all’ex Lingotto per il continuo rilancio del gruppo automobilistico torinese.
“L’iperattivismo di Marchionne – scrive Cobianchi – lo si nota soprattutto dalla frequenza con cui presenta i suoi piani industriali. Alla Fiat, infatti, non si sono mai prodotte tante slide come con lui. Tra il 2004 e il 2013 (…) la società presenta ben otto piani. L’inchiostro non fa in tempo ad asciugarsi che subito le stampanti del Lingotto ne producono uno nuovo pieno di grafici, freccette, disegni delle auto che si intende produrre nei tre-quattro anni successivi. Tuttavia, ogni volta che ne presenta uno, nessuno si accorge che le promesse che contiene sono scritte sulla sabbia poiché pochi mesi prima ne aveva già presentato un altro e pochi mesi dopo ne avrebbe illustrato un terzo. Tutti diversi”.
E per il futuro di quella che ora si chiama FCA Cobianchi fa una previsione a tinte fosche, almeno per il nostro Paese: le fabbriche italiane del gruppo rischiano ora più di prima perché le loro perdite (911 milioni di euro) si mangiano la metà dei profitti della Chrysler (1,8 miliardi). Insomma in Italiasi perde metà di quel che si guadagna oltreoceano. E già questo sarebbe abbastanza per aprire una seria riflessione non solo, sull’uiniverso Fiat.
Infine la domanda di fondo: Marchionne, è salvato la Fiat, ha cioè cventrato il principale obiettivo che gli era stato affidato dieci anni fa? La risposta è sì anche se il prezzo pagato è stato altissimo.  “La più grande industria italiana -spiega infatti il giornalista di Panorama – è destinata a diventare parte di una multinazionale che sarà quotata a New York, che avrà sede ad Amsterdam e che pagherà le tasse a Londra. Una fuga dall’Italia, dopo anni in cui lo Stato, cioè i contribuenti, ha foraggiato l’azienda per miliardi di euro via rottamazioni, sussidi indiscriminati, fondi pubblici alla ricerca e allo sviluppo, cassa integrazione. Un polmone artificiale che ha dato ossigeno a un’industria in fin di vita, con la famiglia Agnelli che non ha messo un euro, ma ha continuato a incassarne”.

Marco Cobianchi
AMERICAN DREAM
Così Marchionne ha salvato la Chrysler e ucciso la Fiat
P. 150 Euro 13
Chiarelettere

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