redditiOggi, lunedi 16 giugno è il peggior giorno per gli italiani ch si appreewstano a versare allo Stato ben 54 miliardi di  euro di imposte.
In giornata, infatti, scattano i termini di pagamento per Tasi (nei Comuni che hanno deliberato l’aliquota), Imu su seconde e terze case e negozi, mentre le imprese dovranno versare l’Irpef con relative addizionali, l’Ires, l’Irap, l’Iva e tutta una serie di altre imposte minori.

 

«Il numero delle scadenze fiscali che i contribuenti sono chiamati a pagare – afferma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – è da far tremare i polsi». Secondo la stima del centro studi di Mestre, l’imposta più onerosa sarà l’Ires, ovvero la tassa sui redditi pagata dalle società di capitali: il gettito dovrebbe aggirarsi attorno ai 14,7 miliardi di euro.
Fiume di denaro Molto alto – 10,8 miliardi – anche l’importo che dovrebbe arrivare dal pagamento dell’Imu e della Tasi, le tasse sulla casa. Ma qui al danno si aggiunge la beffa: tra aliquote, detrazioni, scadenze e rinvii il caos regna sovrano. Soprattutto per quanto riguarda la Tasi, la tassa sui cosiddetti servizi indivisibili (dall’illuminazione al verde pubblico): solo 2.177 Comuni infatti su circa 8mila hanno deliberato aliquote e detrazioni. E gli altri? Rimandati a ottobre. Ma attenzione: per l’Imu, invece, non è prevista nessuna proroga. Vediamo in dettaglio, quindi, chi, quando e che cosa si deve pagare.
Tasi È la new entry di quest’anno, che praticamente prende il posto dell’Imu per la prima casa: infatti riguarda tutti i fabbricati, abitazioni principali comprese. Pagano anche gli inquilini, per una quota decisa dal Comune (ma alcuni hanno stabilito di esentarli), variabile tra il 10 e il 30%. Entro oggi dovranno versare l’acconto i cittadini dei Comuni che hanno già deliberato le nuove aliquote: fra questi Bologna, Torino, Napoli, Venezia, Aosta, Cagliari e Trento (l’elenco completo è sul sito del ministero dell’Economia). Per gli altri, un decreto dell’ultima ora ha stabilito due possibilità: nei Comuni dove la delibera arriverà entro il 10 settembre la prima rata si pagherà entro il 16 ottobre, altrimenti i cittadini saranno costretti a pagare acconto e saldo in un’unica soluzione entro il 16 dicembre. Il calcolo della base imponibile è uguale a quello dell’Imu: si parte cioè dalla rendita catastale che va rivalutata del 5% e si moltiplica il risultato per il coefficiente dell’immobile in questione (per le abitazioni è 160). Poi si applica l’aliquota fissata dal Comune, che cambia in base al tipo di immobile e alle eventuali detrazioni applicate, ad esempio per i figli minori o gli ultrasettantenni. Tutti dati che vanno chiesti (o cercati sul sito) del singolo Comune. Per il calcolo, se non vi rivolgete ai Caf o al commercialista, esistono anche calcolatori online, come riscotel.it o amministrazionicomunali.it, che consentono di stampare anche il modello F24 per il pagamento. In alternativa, si può utilizzare un bollettino postale.
Imu Una «vecchia conoscenza», ormai, e come tale non riserva sorprese: per ora. L’acconto infatti si paga – entro oggi – sulla base delle aliquote 2013: ma il 16 dicembre andrà versato il saldo, e qui potrebbe esserci un conguaglio, se il Comune avrà aumentato l’aliquota per il 2014 (dovrà deliberarlo entro il 28 ottobre). L’Imu è dovuta per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale (a meno che non sia di lusso): sono escluse le pertinenze della prima casa, ma non più di una. Ad esempio, su due box, uno solo è esentato.{jcomments on}