PEPERONCINO-COLORELente di ingrandimento sui prodotti alimentari importati dall’estero. Troppo spesso i controlli rivel,ano frodi o veri e propri elementi nocivi.
É quanto emerge dal Dossier “La crisi nel piatto degli italiani nel 2014”, presentato dalla Coldiretti a Napoli.


Secondo l’organizzazione degli agricoltori è il peperoncino proveniente dal Vietnam il prodotto alimentare meno sicuro in vendita in Italia: il 61,5 per cento dei campioni è risultato irregolare per la presenza di residui chimici. Non solo, ‘codice rosso’ anche per il riso indiano che con un quantitativo record di 38,5 milioni di chili nel 2013 è il prodotto a rischio più importato in Italia.
Nel corso del 2013, l’Italia ha importato ben 273.800 chili di peperoncino per utilizzarlo nella preparazione di sughi tipici, insaporire l’olio o condire piatti senza alcuna informazione per i consumatori. A finire nei guai, secondo Coldiretti, è anche la pizza, sempre meno tricolore. Quasi due pizze su tre servite in Italia (63 per cento) sono, infatti, ottenute da un mix di farina, pomodoro, mozzarelle e olio provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori, molti dei quali (25 per cento) hanno rinunciato del tutto ad andare in pizzeria o hanno ridotto le presenze (40 per cento) rispetto a prima della crisi.
In Italia, sempre più spesso nelle pizzerie viene servito un prodotto preparato, secondo la Coldiretti, con mozzarelle ottenute non dal latte ma da semilavorati industriali, le cosiddette cagliate, provenienti dall’Est Europa, pomodoro cinese o americano invece di quello nostrano, olio di oliva tunisino e spagnolo o addirittura olio di semi al posto dell’extravergine italiano e farina francese, tedesca o ucraina che sostituisce quella ottenuta dal grano nazionale.

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