poveriL’Italia diventa sempre più povera e molti piccoli segnali lo dimostrano ogni giorno.
I dati ufficiali dell’Istat ci dicono che le vendite al dettaglio scendono ancora, in calo a marzo del 3,5% su base annua.

In particolare per gli alimentari che segnano un crollo del 6,8%, come non accadeva dall’inizio delle serie storiche, ovvero dal 1995. Gli italiani, quindi, acquistano meno cibo. E certamente non (o non solo) per ragioni salutistiche.
E un altro segnale dei tempi viene dal congresso della Spi, la Società psicoanalitica italiana. In tempo di crisi, gli analisti si attivano perché la difficile fase economica non sancisca un ritorno al passato. Tariffe low cost, tagliate sulle esigenze dei pazienti sono da tempo una realtà, come forme di consulenza che richiedono meno sedute e il progetto, già attuato in alcuni casi, di aprire centri per offrire le prestazioni professionali, oggi possibili solo negli studi privati, in forme più simili al pubblico. “La crisi c’è per tutti, ne siamo consapevoli e lavoriamo per trovare soluzioni che possano aiutare anche i pazienti a non rinunciare al trattamento”, spiega Antonino Ferro, presidente della Spi.

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