Le polemiche a seguito delle nuove rivelazioni su un complotto internazionale per abbattere il governo legittimamente al potere in Italia avanzate dall’ex ministro del Tesoro Usa Tim Geithner coinvolgono direttamente il Quirinale. E’ stato Silvio Berlusconi a puntare il dito su quanti, in Europa e in Italia, avrebbero tramato per la sua defenestrazione. Tra questi anche il Capo dello Stato che, a detta del Cav., avrebbe fatto parte della trama.

Una tesi che adesso Giorgio Napolitano smentisce decisamente con una nota ufficiale nella quale afferma che “l’ex premier rassegnò le dimissioni liberamente e responsabilmente con la motivazione di “eventi politico-parlamentari italiani”; Il presidente della Repubblica non è mai venuto a conoscenza di “pressioni e coartazioni” nei confronti di Silvio Berlusconi nei momenti e nei luoghi evocati da Geithner; gli episodi rivelati dall’ex segretario di Stato Usa sono relativi a riunioni, tenutesi nell’autunno del 2011, consessi europei e internazionali cui il presidente della Repubblica – al pari degli altri capi di Stato non dotati di poteri esecutivi – non aveva titolo a partecipare e non partecipò.”
Ora che non abbia partecipato a riunioni può anche starci. Che non fosse informato dei fatti, ci sta molto, ma molto meno.
La manovra per cambiare governo in italia nel 2011 fu ordita negli ambienti internazionali con l’accordo dei cosiddetti poteri forti italiani. Che di tale manovra non fosse stato messo al corrente il Capo dello Stato non appare assolutamente credibile. Che tale manovra il Capo dello Stato non abbia neppure minimamente cercato di fermare o impedire appare, alla luce dei fatti, altrettanto evidente.
Fu lui a nominare all’improvviso senatore a vita quel Mario Monti tanto gradito in ambito internazionale: Così facendo inviò un preciso segnale all’interno e all’esterno del Paese. All’interno per dire chiaro e forte che era giunto il tempo che Berlusconi andasse a casa, all’esterno per far capire che aveva recepito il messaggio e che si stava attivamente adoperando per dargli attuazione.
Al di là di ogni smentita o nota ufficiale quirinalizia la realtà è che Giorgio Napolitano fu parte integrante e sostanziale di quella manovra decisa in alcuni ambienti nazionali e internazionali volta a sovvertire il governo nazionale legittimamente in carica.
Tutto il resto è aria fritta.
Ce ne sarebbe abbastanza, se fossimo un Paese serio con un briciolo di dignità e di consapevolezza di Stato di diritto, per mettere sotto inchiesta il Capo dello Stato e destituirlo una volta ricostruita tutta la realtà dei fatti.

Brunello Cavalli
TWITTER @BrunelloCavalli

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