Tempi duri per gli editori. Soprattutto negli Stati Uniti. Tra sviluppo del selfpublishing e crescita delle vendite online gestite dai grandi stores del Web vedono il loro futuro sempre più precario per non dire a rischio. Un po’ ovunque, poi si sta diffondendo l’idea che l’autore possa fare tutto da sè senza alun bisogno di farsi intermediare da un editore accusato di lucrare perfidamente sulla propria creatività.

Così negli Stati Uniti da alcuni giorni è in atto una vera e propria guerra in campo editoriale. Oppone Amazon, il retailer che secondo le ultime stime copre il 33% del mercato americano, e Hachette Book Group. Questo è accusato dalla società di Bezos di aver negato al colosso di Seattle migliori condizioni di vendita per i propri titoli.
Per questo Amazon sta ponendo in atto un vero e prioprio boicottaggio dei titoli Hachette: ritardi nella spedizione dei volumi acquistati dai lettori sul sito di Amazon.com, dalle due alle tre settimane di attesa per titoli che solitamente Amazon offre con disponibilità giornaliera (e che appunto in questi termini continuano a venire offerti su altri siti di e-commerce) e, tanto più insidioso quanto più l’utente si fida del proprio retailer abituale, la comparsa di strani annunci accanto ai titoli degli autori della casa editrice newyorkese che suggeriscono, a chi fosse interessato all’acquisto, libri più economici di altri autori non Hachette, come il «New York Times» riporta essere accaduto nel caso del nuovo libro di Jeffrey Deaver.
Amazon non è la prima volta che adotta le maniere forti per ricondurre i propri partner commerciali a più miti (e favorevoli) consigli. Nel 2010 il braccio di ferro tra Macmillan e Bezos si era concluso con la rimozione temporanea del bottone «Buy now» dalle pagine dell’editore, mentre due anni più tardi ad essere rimossi dalla vendita sono stati migliaia di e-book pubblicati da editori indipendenti.
La posizione degli editori a questo proposito è ambivalente: Amazon è un canale irrinunciabile per qualsiasi editore (e, a riprova di ciò, sta il fatto che gli stessi autori stanno iniziando a rivolgere domande preoccupate ad Hachette rispetto alla capacità di diffusione dei propri libri), ma allo stesso tempo, mentre all’inizio Amazon ha contribuito a espandere il mercato dei libri digitali anche grazie all’introduzione del Kindle, in molti oggi hanno la sensazione che il business principale di Amazon si sia spostato verso il ridimensionamento della concorrenza, sia essa quella di altri store on line o delle librerie fisiche.
E questo è lo scenario che potrebbe presto ripetersi in Europa e in Italia. Sul nostro mercato Amazon è appena entrata ma già si inzia a sentire la sua presenza. L’tatacco è sia sul fronte dei libri pubblicati da editori che su quello del selfpublishing dove la società di Bezos pratica agli autori condizioni che gli altri editori (e probabilmente anche gli altri operatori dell’autopubblicazione) non possono certo permettersi.
E’ un aspetto, questo, del quale anche gli editori italini dovrebbero iniiare a preoccuparsi e a discutere. Anche per evitare di farsi trovare impreparati come è già avvenuto con fenomeni come l’ebook e l’autopubblicazione che stanno di fatto subendo.

Brunelo Cavalli

Twitter @BrunelloCavalli

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