Ancora un po’ di tempo per poter usare lo smartphone come un portafogli. Non sarà, infatti, il 2014 l’anno della svolta

“Il pagamento con Nfc – spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano – per ora lo stanno utilizzando solo poche persone, circa 1.000, all’interno di alcuni progetti sperimentali. Oggi ci sono circa 150mila pos abilitati, rispetto a 1,25 milioni in circolazione”.
Né è prevedibile nel breve periodo un’ampia diffusione di questo strumento di pagamento. “Per il 2014 prevediamo siano ancora pochi gli utenti che utilizzeranno queste soluzioni ma, nel giro di 3 anni, se tutte le telco e le principali banche italiane offriranno questo servizio, prevediamo che potranno essere tra i 4,5 e i 9 milioni gli utenti che useranno queste soluzioni e potranno transare tra i 5 e i 12 miliardi di euro”, prevede Perego.
Ma come funziona la tecnologia per il pagamento senza contatto? “Si fa così: si accende il cellulare, si apre l’app di pagamento, si avvicina il cellulare a un lettore pos apposito, si ‘tappa’ sull’applicazione e il gioco è fatto, la cassa esegue il pagamento senza chiedere altro entro i 25 euro, altrimenti chiede un pin. Io uso normalmente questo sistema al supermercato, ma anche in profumeria e al bar. Tutto semplice e velocissimo “, racconta all’Adnkronos Francesca Tedeschi di Osservatorio Finanziario.
Ma cosa serve per semplificare la ‘spesa’? “Dal punto di vista della tecnologia ci sono diverse possibilità: quella più usata oggi vede una carta dematerializzata, in pratica la sim del cellulare contiene tutte le informazioni normalmente memorizzate nel chip della carta”, prosegue l’esperta dell’istituto milanese che monitora i servizi di home e mobile banking. “Il servizio di pagamento è gestito da una società come Visa, MasterCard e la carta dematerializzata è un prodotto bancario o finanziario. Ci sono numerosi interlocutori: la telco, la banca, la società che fornisce lo smartphone”, prosegue Tedeschi.
Dipenderà da questi interlocutori e dalle loro proposte commerciali se la tecnologia per il pagamento ‘senza contatto’ si affermerà o meno. Per dirne una, “non tutti hanno un Samsung Galaxy 5 S e iPhone non è ancora dotato di questa tecnologia. Pare lo sarà il prossimo iPhone 6. Ma nel frattempo ci sono già altre tecnologie che ‘premono’ per superare il problema dell’antenna Nfc e rendere il servizio via cellulare ancora più semplice e soprattutto più profittevole perché ci sono troppi interlocutori (telco, banche, circuiti internazionali di carte di credito, ecc…, ndr) per un servizio che in prospettiva, soprattutto in Europa, dovrà costare quasi nulla, cioè la transazione di pagamento”.
Che garanzie ci sono poi sul fronte della sicurezza? Per Perego, “queste soluzioni hanno gli stessi livelli di sicurezza garantiti dai circuiti bancari e dagli standard internazionali. Nel caso di clonazione sia le carte sia il Mobile Payment con i sistemi di sms alert garantiscono di accorgersi immediatamente se la carta viene utilizzata da altri utenti”. Diverso il discorso se si perde il cellulare o se viene rubato. “Questo è ovviamente un problema – dice Tedeschi – Non a caso, sia Samsung sia Apple, stanno lavorando per fornire cellulari con sistemi di sicurezza avanzati come quelli che riconoscono la voce, l’impronta o addirittura il palmo della mano o il volto”. Perego osserva poi che “se un utente perde o viene derubato del cellulare in genere se ne accorge immediatamente (gli italiani portano sempre con sé il cellulare anche a tavola), mentre se perde il portafogli in genere se ne accorge dopo qualche ora. Questa immediatezza potrebbe garantire la possibilità di poter bloccare rapidamente le proprie carte. Inoltre i sistemi di Mobile Payment consentono di poter bloccare le carte o la sim da remoto per evitare che qualcuno usi in modo fraudolento le carte”. Per quanto riguarda la possibilità che l’apparecchio venga infettato da un virus “è importante – conclude l’esperto – avere sempre antivirus sul cellulare indipendentemente da soluzioni” per il pagamento tramite dispositivo mobile.