arsenicoL’acqua del rubinetto, l’acqua del sindaco non è poi così pura come vorrebbero farci credere. E neppure le mozzarelle di bufala sono fatte con latte dei pregiati animali.

 

Due inchieste  ci fanno scoprire nuovi aspetti dell’Italia dei veleni.
Procediamo con ordine. In alcune aree di Puglia, Sicilia, Lazio e Toscana, secondo uno studio dell’organizzazione PeaceLink l’aqcua potabile sarebbe contaminata da arsenico.
”Lo studio interessa oltre che oltre che Taranto, anche Gela, Viterbo e l’Amiata – evidenzia Peacelink – verificando una esposizione della popolazione ad una sostanza che l’Organizzazione mondiale della sanita’ ha ufficialmente classificato, specie quello inorganico trivalente, tra le sostanze ‘cancerogene per gli esseri umani”’. L’associazione riporta le parole del coordinatore dello studio, Fabrizio Bianchi, secondo il quale ”per quanto riguarda l’arsenico inorganico sono stati osservati valori medi di concentrazione elevati, sulla base di quelli di riferimento nazionali e internazionali per il biomonitoraggio umano, in un soggetto su quattro sul totale, ma con rilevanti differenze: 40% Gela, 30% Taranto, 15% viterbese, 12% Amiata. Questi dati, da usare con cautela in considerazione dei piccoli campioni, non sono marcatori di malattia ma testimoniano l’avvenuta esposizione”.
In generale Il problema dell’inquinamento da arsenico nell’acqua potabile riguarda moltissimi comuni italiani, distribuiti su tutto il territorio nazionale.
La situazione è particolarmente critica nel Lazio dove i comuni interessati sono circa 90, mentre in altre regioni (Lombardia, Toscana e Trentino-Alto Adige) la questione riguarda solo alcune aree. Complessivamente le persone coinvolte sono quasi un milione.
Olre all’qcua le mozzarelle
i carabinieri del Comando provinciale di Caserta, su mandato del gip di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito misure cautelari nei confronti di imprenditori del settore caseario, veterinari e biologi, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alle sofisticazioni alimentari, con sequestri di beni di ingente valore.
Sono 13 le persone raggiunte da provvedimento cautelare Al centro delle indagini un grande caseificio situato a Sparanise. Gli indagati avevano messo in atto una sofisticazione del latte e di conseguenza della mozzarella prodotta, anche grazie a biologi e tecnici per falsificare gli esami
Le violazioni del disciplinare di produzione con l’importazione di latte dall’estero da mescolare a quello del territorio di produzione, danneggiano gravemente i 1500 allevamenti impegnati a produrre latte di bufala nel rispetto delle regole della “mozzarella di bufala campana Dop”, ma colpiscono duramente anche l’immagine di un prodotto che sviluppa un fatturato di oltre 435 milioni di euro dei quali 71 milioni realizzati grazie alle esportazioni in tutto il mondo.

 

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