conchita-wurst-eurovision-2014 980x571Per chi non ne fosse al corrente, si è appena conclusa l’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest, quest’anno tenutosi a Copenaghen.

Si tratta di una manifestazione canora, indetta ogni anno a partire dal 1956 e organizzata dall’Unione Europea di Radiodiffusione. L’idea nacque cercando un programma televisivo che andasse in onda simultaneamente in più paesi: ogni nazione doveva inviare un cantante campione in patria che concorresse al titolo europeo.

Nel tempo si sono aggiunti molti paesi, anche extraeuropei. La manifestazione è itinerante e ogni anno viene trasmessa dalla nazione vincitrice dell’edizione passata.

Oltre ad essere famoso in quanto evento televisivo più duraturo al mondo, l’Eurovision Song Contest ha la caratteristica fortemente marcata della tendenza al trash. Costumi, pettinature, trucchi, ma anche scenografie e canzoni sono spessissimo votate agli anni ‘80, tanto che, guardandolo, sembra di essere capitati su uno di quei programmi del canale del liscio.

Quest’anno dunque il Contest si è chiuso con la vittoria, secondo molti annunciata fin dall’inizio, della drag queen Conchita Wurst, rappresentante dell’Austria. Non una comune drag queen, bensì una barbuta morettona dalle lunghe ciglia che ammalia e lascia a bocca aperta più per l’ispido pelo che per il vitino di vespa. Un personaggio che sotto i baffi, però, fa vibrare una voce potente con cui rende giustizia ad una canzone che ha particolarmente coinvolto il pubblico.

Inutile dire che immediate sono state le polemiche di alcuni paesi partecipanti, non proprio famosi per spiccata tolleranza. In primis la Russia ha definito lo show sodomita”, segno di “decadenza spirituale e promozione dell’omosessualità”, viste le esibizioni di Conchita, “un pervertito a cui non dovrebbe essere permesso di esibirsi sullo stesso palco dei russi”. Una Russia sconfitta che si faceva rappresentare da una giovanissima coppia di ragazze più volter fischiata durante le esibizioni.

Conchita Wurst ha trionfato, e impazza sul web dove ormai il suo grido “We are unstoppable!” sta facendo il giro del mondo. {jcomments on}