nigeria-ragazze-rapite-1Alla prossima riunione dei ministri degli Esteri Ue, in programma a Bruxelles il 12 maggio, “chiederò all’Alto Rappresentante Catherine Ashton e ai miei colleghi che vi sia una forte iniziativa politica in sostegno delle azioni volte alla liberazione” delle studentesse rapite in Nigeria. Lo ha detto la titolare della Farnesina Federica Mogherini.


Nel sottolineare “la necessità che la comunità internazionale si mobiliti, come ha chiesto il presidente nigeriano Goodluck Jonathan”, il ministro degli Esteri ha osservato come sia “la volontà di impedire un futuro diverso per la Nigeria a colpire di più nel rapimento”.
A rivendicare il sequestro delle 230 ragazze, avvenuto il 14 aprile scorso in un liceo nel nordest del Paese, sono stati infatti i militanti islamici di Boko Haram. In un video il leader del gruppo islamista, Abubakar Shekau, afferma di aver rapito le giovani per venderle al mercato in nome di Allah. “Allah dice che devo venderle, mi comanda di venderle, ed io venderò le donne”, continua il messaggio, secondo la traduzione fornita dalla Cnn dalla lingua locale hausa. “Ragazze, dovete sposarvi” ha detto ancora il leader del gruppo -il cui nome significa ‘l’educazione occidentale è un peccato’ – chiedendo più volte che il governo nigeriano interrompa il sistema di istruzione aperto alle ragazze.
“Ancora una volta- ha detto Mogherini- sono state prese di mira giovani donne che attraverso lo studio stavano tentando di cambiare il proprio destino e insieme quello del loro paese”. Malala Yousufzai, la ragazzina pachistana ferita in un attacco dei talebani, “le ha chiamate ‘sorelle’ – ha ricordato la titolare della Farnesina- e giustamente perché come lei, nonostante le minacce, hanno difeso il diritto di costruirsi un futuro di indipendenza”.
ll leader di Boko Haram, costola di Al Qaeda nell’Africa nera, Abubakar Shekau ha diffuso un video in cui affrema• «Ho rapito le vostre figlie, le venderò al mercato in nome di Allah perché l’educazione occidentale deve fermarsi. Le ragazze devono lasciare la scuola ed essere date in sposa».
In Nigeria si sta facendo davvero poco per liberare le liceali dell’istituto di Chibok, nello Stato di Borno. Domenica per la prima volta il presidente nigeriano Goodluck Jonathan ha ammesso il rapimento, riferendo che il governo farà tutto il possibile per liberarle, rivelando di aver chiesto aiuto a Barack Obama. Jonathan, cattolico in un paese dove l’islam nero si sta espandendo a macchia d’olio, e soprattutto a un anno dalle elezioni presidenziali alle quali ripresenterà la propria candidatura, non ha escluso un intervento armato degli americani a supporto del suo esercito. Soldati corrotti e mal addestrati, che quando vengono chiamati il più delle volte combinano disastri.