immagine obigDei fattacci dell’Olimpico è uno dei protagonisti. Forse quello che adesso fa parlare maggiormente di sè accanto al ferito e al suo aggressore.
Genny ‘a carogna, al secolo Gennaro De Tommaso, è il capotifoso partenopeoritenuto il regista di quanto accaduto dentro allo stadio. Sarebbe stato lui, sostengono in molti, ad aver consentito la prosecuzione della partita.


Ma lui nega: «State sbagliando: non è di me che dovete preoccuparvi, ma del ragazzo che è stato ferito» dice a Giornale.it che lo ha raggiunto telefonicamente a Napoli dive vive nel quartiere di Forcella. Per lui non ci sarebbe stata nessuna trattativa• «Quelle che sono state scritte sono tutte sciocchezze. Hamsik è venuto da noi solo per rassicurarci sulle condizioni del nostro amico, per dirci che stava meglio, che poteva farcela. Lo stesso messaggio che ci hanno dato le forze dell’ordine. Noi abbiamo parlato con tutti con calma e rispetto, senza minacce o provocazioni. Non c’è stata alcuna trattativa tra la Digos e la curva partenopea sull’opportunità di giocare o meno la partita. Il resto sono invenzioni dei giornalisti».
Anzi Genny ‘a carogna, ripensando a quando accaduto al ui fuori dell’Olimpico spèende parole disarmanti: «Quello che è successo è inaudito, non era mai accaduto che qualcuno sparasse ai tifosi. Di tutto questo sembra non importare niente a nessuno. Ma a noi sì, a noi interessa. Ed è per questo che abbiamo deciso di rinunciare alla coreografia che avevamo organizzato e che ci era costata quindicimila euro. E la stessa cosa hanno fatto anche i supporter della Fiorentina. Come avremmo potuto srotolare gli striscioni, e cantare, e ballare quando uno di noi era in fin di vita?».
Una delle cose che più hanno inquietato è che Gennaro De Tommaso indossasse una maglietta che inneggiava al’assassino dell’agente Raciti. Un fatto giustamente stigmatizzato dalla vedova dell’agente ucciso a Catania.
Ma lui fornisce un’altra fersione «L’unica cosa importante di questa storia ormai è diventata la maglietta che io e gli altri tifosi indossiamo. ”Speziale libero” c’è scritto. Ma attenti: la maglietta è in onore di una città dove abbiamo tanti amici e nei confronti di un ragazzo che sta chiedendo attraverso i suoi legali la revisione del processo. È una richiesta di giustizia, non un’offesa contro una persona deceduta o contro i suoi familiari».
Una tesi su cui ci sarà da discutere.
Intanto sul fronte delle indagini si apprende che nella notte è stato arrestato Ciro Esposito, il ragazzo napoletano ferito da un colpo di pistola sparato da un ultrà romanista, fuori dallo stadio Olimpico prima della finale di Coppa Italia.
Il ragazzo, operato ieri e – a quanto pare – fuori pericolo, è piantonato al policlinico Gemelli di Roma. Secondo una prima ricostruzione della Questura di Roma, sarebbe stato Ciro ad aggredire Daniele De Santis, detto “Gastone”, che gli avrebbe sparato di conseguenza.

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