VanoniChiusa l’inchiesta sul caso Stamina. Il procuratore di Torino Raffaele Guariniello sta notificando, proprio in queste ore, i provvedimenti con i capi d’accusa per venti indagati. Ipotizza i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, aggravata dall’essere ai danni del servizio sanitario nazionale, e somministrazione di farmaci pericolosi.

Oltre al presidente e al vicepresidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni e Marino Andolina, sono coinvolti neurologi, biologici, otto medici degli Spedali Civili di Brescia e anche un membro dell’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco).  
Tutti quelli che hanno “sponsorizzato”, favorito e somministrato la presunta cura dal 2007 al 2014. Nei confronti di Davide Vannoni, i Nas e la Procura di Torino ipotizzano anche il reato di esercizio abusivo della professione medica e violazione delle norme della privacy, in riferimento ai video di alcuni bambini malati pubblicati su Facebook per promuovere il trattamento. Fra gli indagati c’è anche Gianfranco Merizzi, presidente dell’associazione farmaceutica Medestea, il principale finanziatore del metodo Stamina. Nel provvedimento sono indicati più di sessanta pazienti che sarebbero stati truffati. L’avviso di chiusura indagine prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. I venti indagati avranno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive e chiedere al pm nuovi atti di indagine. Poi, il caso Stamina, la promessa di curare le malattie degenerative attraverso l’infusione di cellule staminali, dopo sette anni di dubbi e polemiche, passerà al vaglio di un giudice. 

{jcomments on}