Scatta dal primo luglio l’aumento dal 20% al 26% dell’aliquota sulle rendite finanziarie che interesserà anche i dividendi staccati successivamente, le plusvalenze di azioni e fondi, nonché interessi su conti correnti e depositi postali. L’aumento non tocca i titoli di Stato, come Bot e Btp.
Il Governo varerà un programma per conseguire nel 2015 un aumento “di almeno 2 miliardi di entrate dalla lotta all’evasione fiscale” rispetto al 2013, quando, ha spiegato recentemente l’Agenzia delle Entrate, gli incassi sono stati di 13 miliardi.
Nel decreto arriva la riduzione dell’Irpef nel 2014. Lo sconto – prevede il testo finale – sarà di 640 euro, 80 al mese fino a dicembre, per i contribuenti con reddito fino a 24.000 euro. Esclusi gli incapienti (chi non paga Irpef perché le detrazioni superano il dovuto). Da 24.000 a 26.000 euro il bonus decresce fino a zero. Il calo dell’Irpef del 2015 non parte da zero. Arriva un fondo-portafogli, finalizzato a benefici per i lavoratori dipendenti, nel quale il decreto appena approvato ha inserito gli effetti ‘strutturali’ dei tagli adottati. Prevede 2,7 miliardi per il 2015, 4,7 per il 2016, 4,1 per il 2017 e 2,0 a decorrere dal 2018: in totale 13,6 miliardi.