salvini marine le pen no euroTutti insieme appasionatamente contro euro e lacci e lacciuoli di Bruxelles. In ogni Paeze Ue si sta lavorando per la creazione di gruppi i cui parlamentari si aggreghino all’Europarlamento all’indomani del voto del 25 maggio.


A serrare le fila è la leader del Front National Marine Le Pen che, dopo conquistato undici città in Francia, ambisce a guidare un fronte di rivolta. “Nel nuovo parlamento europeo, che si costituirà dopo le elezioni di maggio – annuncia la Le Pen in una intervista a Le Figaro – ci sarà un solo vero gruppo euroscettico, quello che io contribuirò a formare”. Dal Pvv di Geert Wilders alla Lega Nord, dall’Fpo di Heinz-Christian Strache allo UK Indipendence Party di Nigel Farage: il fronte degli euroscettici è ricco e assortito, ma difficilmente riuscirà a tener dentro tutti i partiti e i movimenti che puntano a ribellarsi a “questa Europa”. Quel che è certo è che più forze aderiranno all’alleanza promossa dalla Le Pen, più riusciranno a destabilizzare il sistema.
Più in particolare il gruppo cui si pensa dovrebbe riunire partiti nazionali affini. Che poi sono qulli di destra e centrodestra. Appare infatti impensabile poter aggregare anche antieuropeisti come l’estrema sinistra greca o i grillini italiani.
Secondo gli ultimi sondaggi, l’area di destra potrebbe arrivare a raccogliere 133 seggi su un totale di 751. Aggiungendo Tsipras e la Sinistra Unitaria si arriva a 184. E a 225 mettendoci anche i conservatori. Con i popolari e i socialisti testa a testa per la maggioranza relativa (divisi da sei seggi, 214 a 208), con i liberal-democratici a quota 60 e i Verdi a 44, l’effetto dello tsunami euroscettico potrebbe essere arrestato solamente da una Große Koalition tra Ppe e S&D.
Abolizione dell’euro, stop all’immigrazione clandestina e revisione dei trattati economici sono i punti chiave su cui si sta formando il gruppo euroscettico che tanto spaventa i grigi burocratici di Strasburgo e i partiti tradizionali.

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