ebola“Misure di sorveglianza per contrastare la diffusione dell’Ebola“ E’ il titolo di una delle circolari che il Ministero della Salute ha emesso in questi giorni
I toni sono di allarme e preoccupazione. Il problema riguarda i crescenti sbarchi di immigrati provenienti dalle coste del Nord Africa che potrebberoi portare da noi malattie gravi come l’Ebola  la Tubercolosi.


In particolaresi stando rpevedendo misure di portezione sui ´punti internazionali d’ingressoª: porti, aeroporti, frontiere. Ma l’operazione Mare Nostrum ha – nella sostanza – esteso questi ´punti internazionali d’ingressoª a tutto il Mediterraneo. E in prima linea ci sono gli uomini della Marina militare e delle Capitanerie. Sono loro che accolgono, recuperano, salvano i migranti che a frotte arrivano nella Penisola.
Le loro uniche protezioni sono guanti in lattice e mascherina. Bastano a fermare l’Ebola? Un ufficiale di rango preferisce non scendere in dettagli. ´Ci hanno spiegato – dice – che i migranti che soccorriamo non possono essere infetti da Ebola. La malattia ha un’incubazione di 21 giorni. Quindi, quelli che imbarchiamo sui nostri mezzi al centro del Mediterraneo non possono averla. Chi l’ha contratta nei paesi in cui è stata segnalata l’epidemia è già morto prima di imbarcarsi dalle coste libiche“.
E se un contagiato l’avesse trasmessa durante il periodo in attesa dell’imbarco, prima di morire? La domanda cade nel vuoto. ´Il contagio è improbabileª, ripete.
Sarà ma il rischjio esite. Eccome!
Il ministero della Salute, comunque, in chiave anti-ebola chiede alla Marina militare ed alle Capitanerie di imbarcare sulle proprie navi ´barelle di alto bio-contenimento“: ´Il cui impiego potrebbe essere necessario per il trasporto di pazienti all’interno del territorio nazionale, sui vettori aerei ad ala fissa o rotanteª.
Un altfro pericolo riguarda la tubercolosi. Negli ultimi anni la diffusione della Tbc Ë aumentata di quasi il 50%: da 4 a 6mila casi all’anno. Era stata praticamente debellata negli anni Ottanta, per poi tornare a crescere soprattutto a causa degi arrivi di extracomunitari da Paesi ad alta endemia.

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