selfStudiare sui libri “fai-da-te” ora è possibile. L’ok del ministero dell’Istruzione (Miur) a togliere i vincoli sulle adozioni dei libri di testo ha subito prodotto un’accelerazione: già iun gruppo di dim insegnangti  incontra al Miur per presentare libri alternativi.

Una svolta che ha preso il via con la circolare del ministero che ha, appunto, dato l’opportunità alle scuole di poter creare direttamente materiali e strumenti didattici digitali e cartacei.
Una sorta di libri fatti in casa dalle scuole e modellati dagli insegnanti per sulle esigenze della classe che permetteranno alle famiglie di risparmiare ben il 30% di spesa. Fino a questo momento in Italia erano duecento le scuole superiori che avevano sperimentato questa formula, ma dal prossimo anno l’iniziativa sarà estesa a tutti gli istituti compresi anche quelli del primo ciclo, quindi anche alle elementari e alle medie. Se i libri auto-prodotti seguiranno le linee guida che il Miur divulgherà entro luglio, i nuovi testi saranno raccolti un portale e messi a disposizione di tutti gli istituti che vorranno adottarli.
Un’iniziativa che è stata anticipata da Book in progress: un’esperienza nata nel 2009 per volontà di Salvatore Giuliano, dirigente scolastico dell’Itis Maiorana di Brindisi. Ottocento i docenti che hanno aderito a questo specifico progetto. Il piano editoriale di Book in progress prevede la consegna di libri nelle più svariate discipline, (italiano, storia, geografia, chimica, economia aziendale, inglese, scienze integrate, fisica, diritto ed economia, matematica, informatica, tecnologia e disegno, scienze naturali per le prime e seconde classi dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali). I vantaggi dell’iniziativa sono molteplici: consente di variare, sulla base delle esigenze didattiche, formative e degli apprendimenti degli allievi, i contenuti da trasmettere. Si valorizza la funzione docente e si concretizza la personalizzazione degli interventi formativi. Altro elemento positivo di Book in progress è quello di consentire alle famiglie un risparmio di spesa sulla dotazione libraria di circa trecento euro rispetto ai tetti di spesa previsti dal ministero. A questa iniziativa, sempre nell’ottica della promozione del successo formativo, si affiancano videolezioni, ed assistenza on line a favore degli alunni.
Ciò al fine di consentire un più pronto recupero degli apprendimenti. Ma gli editori temono che il progetto abbia ricadute negative sul loro settore. Giorgio Palumbo, presidente del gruppo educativo dell’Aie, l’Associazione Italia Editori, ha più volte messo in guardia contro i rischi dei libri di testo “fai-da-te”. «Noi non siamo a priori contro il “fai-da-te” – ha spiegato –  è giusto che si possa scegliere tra un prodotto professionale e uno più “artigianale”. Saranno i collegi dei docenti a optare per l’uno o l’altro. Non stiamo concorrendo ad armi pari: mentre una casa editrice è costretta a presentare un intero piano editoriale di un libro di testo a un docente perché possa valutarne l’adozione, sopportando anche il rischio che questa non avvenga, il “fai-da-te” può presentarsi con solo il 30% dei contenuti sviluppati. Le tradizionali offerte editoriali, poi, si confrontano apertamente su un libero mercato. Lo stesso non può invece affermarsi per le cosiddette autoproduzioni».

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