de-benedettiI soldi dei pensionati (quelli che più di tutti sottoscrivono i Buoni Postali con cui si alimentano le casse della Cassa Depositi  Prestiti- Cdp) sono stati dati anche alle società che fanno capo a Carlo De Benedetti per tentare di salvarle dal fallimento.


Anche la Cassa depositi e prestiti è infatti creditrice di Sorgenia per circa 37 milioni di euro. E’ quanto si apprende a margine della trattativa in corso tra l’azienda energetica controllata dal gruppo Cir della famiglia De Benedetti, in grave crisi finanziaria, e gli istituti che sono esposti con essa per un totale di quasi 1,9 miliardi di euro. Il finanziamento erogato dalla Cdp, istituzione che fa capo direttamente al ministero dell’Economia e alle fondazioni di origine bancaria, risale al 2007, durante una gestione diversa dall’attuale, in una fase in cui non era ancora chiara la rischiosita’ della strategia Sorgenia, imperniata sulle centrali a gas.
Nessun riscontro trovano invece, negli ambienti ministeriali, le voci circa il progetto di una “bad company” sovvenzionato dallo Stato e auspicata da Assoelettrica, l’associazione tra le imprese produttrici di energia, che sarebbe destinata a rilevare impianti a gas di varie aziende elettriche, compresa Sorgenia, accomunati dal fatto di non essere oggi competitivi a causa del basso prezzo dell’energia e del caro-gas ma che andrebbero mantenuti in vita come riserva di potenza da utilizzare nelle fasi di scarsa produzione di rinnovabili.
Nel frattempo, si è appreso che l’azienda è riuscita a incassare circa 20 milioni di euto cedendo al fondo americano ContourGlobal alcuni impianti fotovoltaici in Italia per un ammontare di circa 20 milioni. Il piano prevederebbe anche la dismissione di Sorgenia Green, la controllata che ha in pancia impianti eolici per oltre 100 mW in Italia e per quasi il doppio in Francia. Altre cessioni sarebbero allo studio sempre nel settore delle rinnovabili. Non risulta sbloccato, invece, al momento il braccio di ferro tra le banche e la Cir sul futuro di Sorgenia.
Secondo indiscrezioni mai confermate, il gruppo De Benedetti sarebbe disposto a versare solo 100 milioni di euro per una ricapitalizzazione che dovrebbe comunque lasciargli il controllo, mentre le banche chiedono 150 milioni e una diluzione della Cir al 33% che consentirebbe loro di trasformare una parte del credito in capitale assumendo la quota di maggioranza di Sorgenia.

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