E’ stato indetto un nuovo processo per l’uomo ritenuto il più ‘anziano’ condannato a morte del mondo, Iwao Hakamada, oggi 78 anni. La sentenza è arrivata nel 1966 per diversi omicidi, ma oggi si sono fatti strada dubbi sulla sua colpevolezza e il tribunale de Shizuoka, nel sud-est del Giappone ha sospeso la pena capitale.

Ex impiegato di una fabbrica di soia ed ex pugile, era stato riconosciuto colpevole di avere ucciso il suo datore di lavoro, la moglie e i due figli di questi. Hakamada ha sempre respinto le accuse pur avendo firmato alcune ammissioni, a suo dire costretto dai poliziotti. Ma in questi ultimi anni sono emersi nuovi elementi, tra cui alcuni test del DNA risultati negativi, a rimettere in discussione quella sentenza.

Un comitato di sostegno e l’associazione degli avvocati giapponesi chiedevano da tempo una revisione del processo. Dopo l’esecuzione di due prigionieri nel dicembre scorso, restano 129 condannati nel braccio della morte in Giappone, secondo il ministero della Giustizia. {jcomments on}