tuttelire2La maggioranza (il 58,1%) dei nostri concittadini è convinta che uscire dall’Euro sia un «fatto positivo». È questo il dato più eclatante che emerge dall’ultimo sondaggio di Datamedia Ricerche per Il quotidiano IlTempo. Un dato rafforzato dal distacco abissale (+22%) che separa questa maggioranza di «euroscettici» da chi dichiara di non voler rinunciare alla moneta unica (35,8%).


Le ragioni della prolungata crisi economica che ha colpito il nostro paese (e non solo) sono molte e vengono da lontano. Ma ormai la percezione diffusa tra gli italiani – che fino a qualche anno fa erano uno dei popoli più europeisti del Vecchio Continente – è che una delle cause principali di questo malessere sia proprio l’Euro. Questo dato di fatto, che si è consolidato nel tempo, acquista una rilevanza particolare con l’avvicinarsi delle elezioni europee del 25 maggio.
Nel sondaggio di questa settimana, l’istituto di ricerca diretto da Natascia Turato ci offre per la prima volta il quadro delle intenzioni di voto per le Europee. Uno scenario diverso da quello, basato sulle coalizioni, a cui siamo abituati. Alle Europee si vota con un sistema proporzionale «puro» e i partiti si presentano generalmente da soli. La grande sfida, se si escludono le formazioni maggiori, è quella di superare la soglia di sbarramento del 4%. Se si votasse oggi, per Datamedia soltanto quattro partiti riuscirebbero ad ottenere seggi al Parlamento europeo. Il Partito democratico, che si conferma primo partito italiano, otterrebbe il 30,5% (ma una settimana fa, nelle intenzioni di voto per le Politiche, il Pd era al 32,2%). Alle sue spalle – spinto dalla sua netta presa di posizione anti-Euro, appunto – avanza prepotentemente il Movimento Cinque Stelle, che arriva al 24%, vicinissimo allo straordinario risultato (25,5%) ottenuto nel febbraio dello scorso anno. Continua il trend negativo per Forza Italia, che si ferma al 20,5%. E scavalcherebbe la fatidica asticella anche la Lega Nord (non a caso un altro movimento «euroscettico»), che raggiunge il 5% dopo aver stentato, per molti mesi, a superare il 4%. Tutti gli altri, secondo il sondaggio di Datamedia, oggi non otterrebbero alcun seggio. Qualcuno è molto lontano dall’obiettivo, come La Destra (1%), il Psi (1%) e l’Alleanza Liberaldemocratica tra «Fare per fermare il declino» e il Centro democratico di Tabacci (2%). Qualcun altro può ancora nutrire qualche speranza.
Possono farcela, per esempio, due movimenti lontanissimi tra loro, ma accomunati da una critica radicale al modello Ue, come i Fratelli d’Italia (3% ma trend positivo) e la Lista Tsipras (3,8%). Altri, infine, come il Nuovo Centrodestra (3,5%) e i Popolari per l’Italia di Casini e Mauro (1,8%) potrebbero unire le forze per superare lo sbarramento. Una cosa sola è certa. In questa bagarre pre-elettorale, il vento soffia alle spalle degli euroscettici.

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