crimeaLa leadership filo-russa in Crimea accelera per staccarsi dall’Ucraina e confluire nella Federazione russa. Il Parlamento della Repubblica autonoma ha approvato «all’unanimità» una mozione con cui chiede l’incorporazione alla Federazione Russa della penisola e ha convocato un referendum per il 16 marzo, con due settimane di anticipo rispetto alla data annunciata in precedenza.


Kiev ha subito avvertito che si tratta di un passo incostituzionale, ma la nuova escalation ha subito prodotto una dura reazione americana, con l’annuncio di sanzioni contro esponenti russi e ucraini.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha fatto sapere il Cremlino, è stato subito informato della richiesta del Parlamento della Crimea, e ne ha discusso in una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza russo; ma è improbabile che la mossa sia arrivata senza il suo “placet”. Dagli Usa è già arrivata una prima risposta. Washington ha bloccato le emissioni di visti di ingresso e ha disposto il congelamento dei beni per una serie di personalità russe e ucraine «più direttamente coinvolte nella destabilizzazione dell’Ucraina e della Crimea». Adesso si attende la reazione dal vertice Ue riunito a Bruxelles. Intanto Mosca avanza per conto proprio. Il premier, Dmitry Medvedev ha fatto sapere che si sta lavorando alla semplificazione del sistema per concedere la nazionalità ai cittadini stranieri russofoni che abbiano vissuto in Russia o in altre repubbliche ex sovietiche. E non basta: nel giro di qualche giorno, già la prossima settimana, potrebbe adottare un provvedimento per semplificare le procedure che consentono a «parti di Stati stranieri» di unirsi alla Federazione Russa.
 E mentre le autorità della Crimea si dicono pronte ad adottare il rublo e a nazionalizzare le proprietà dello Stato ucraino sul territorio, i 40 osservatori dell’Osce sono stati bloccati al loro ingresso in Crimea da un gruppo di uomini armati. La diplomazia internazionale è al lavoro. Nella prima bozza della dichiarazione finale che il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, leggerà questa pomeriggio dopo il summit straordinario a ventotto sul pasticcio ucraino, le sanzioni contro la Russia sono di fatto rimandare. L’Europa non ha deciso, attende gli eventi. «I contatti diplomatici sono in corso minuto dopo minuto», spiega una fonte diplomatica. La decisione la prenderanno i leader più tardi, cercando anche di superare le non poche divisioni di approccio fra i battaglieri dell’Est e i prudenti dell’Ovest. Un vertice a cinque fra Italia, Polonia, Germania, Regno Unito e Francia, è stato convocato per cercare di unire gli spiriti. Il premier Renzi è arrivato alle undici. nessuna dichiarazione. Attesa conferenza stampa nel pomeriggio.

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