kyengeCon l’imminente infornata di viceministri e sottosegretari potrebbero riaffacciarsi alla ribalda ex del governo Letta che si sperava fossero stati almeno temporaneamente allontanati dal primo piano della politica.
Così è molto probabile che un posticino venga affidato a Cécile Kyenge il contestato ex ministro dell’integrazione.


I boatos del parlamento la danno in pole per un posto da viceministro o, almeno, da sottosegretario, per le stesse politiche.
Per gli altri incarichi la delega ai Servizi segreti, nel segno della continuità e della competenza dell’interessato, dovrebbe rimanere nelle mani del sottosegretario Marco Minniti che si occupa da decenni di sicurezza e intelligence.
Non è chiaro invece chi andrà a ricoprire il posto di sottosegretario alla presidenza con delega agli Affari europei. Tre i candidati con molte stelle sulle spalline: c’è l’ex ministro Enzo Moavero Milanesi ma il profilo adeguato ce l’hanno anche l’ex ministro della Difesa Mario Mauro (popolari), già vicepresidente del Parlamento europeo, e il prodiano Sandro Gozi. Appetibile (fondi europei) anche la poltrona della Coesione territoriale: in pole position Mauro e i renziani Angelo Rughetti (ex direttore dell’Anci) ed Emanuele Fiano. Quest’ultimo ha un profilo tagliato soprattutto sul Viminale dove, però, vorrebbero essere confermati Manzione e Bubbico.
Ai rapporti con il Parlamento-Riforme servono tre sottosegretari esperti per la ministra Maria Elena Boschi: un deputato (Gianclaudio Bressa o Sesa Amici del Pd), un senatore (Federica Chiavaroli del Ncd), un esterno (Giampaolo D’Andrea che viene addirittura conteso dal ministro Franceschini per un posto di capo di gabinetto). Alla Giustizia andrà come vice Enrico Costa (che lascia il posto di capogruppo Ncd a Nunzia De Girolamo), con la seconda casella occupata da Roberto Rao (Udc) o da Tito Di Maggio (Popolari). All’Agricoltura c’è come vice Giuseppe Castiglione (Ncd), allo Sport Renzi premia Eugenio Giani (in arrivo da Firenze) mentre Ernesto Carbone, che ha accumulato esperienza all’Agricoltura, va al partito con Guerini. Giovanni Legnini (editoria) manterrebbe il posto anche se sarebbe adatto per l’Economia, dove sono in corsa anche Della Vedova (Sc), l’uscente Cesaro (Ncd) e Morando (Pd). Resta un mistero la delega alle Telecomunicazioni: con il ministro imprenditore Federica Guidi, quel posto spetta al Pd.

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