beppegrilloAumentano malumore e confusione nel movimento di Grillo.
L’espulsione dei senatori ‘dissidenti’, decisa dall’assemblea congiunta dei parlamentari M5S e ora al vaglio della Rete, rischia di aprire una faglia nel Movimento.


L’assemblea, durata oltre quattro ore, ha deciso di esprimersi singolarmente su ciascun senatore. Per l’espulsione di Battista hanno votato 73 M5S, 35 si sono detti contrari mentre sono stati 11 gli astenuti; per Bocchino 67 sì all’espulsione, 30 no e 13 astenuti; per Campanella 77 sì, 33 no e 11 astenuti; infine per Orellana 70 voti favorevoli all’espulsione, 35 contrari e 17 astenuti.
Beppe Grillo dal suo blog si augura che il voto della rete confermi l’espulsione dei dissidenti perché ”non sono più in sintonia con il MoVimento”. ”Sono cambiati, si cambia, non è mica detto – scrive sul blog -. Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo”
I senatori a rischio espulsione affidano a un video la loro difesa. “Noi non abbiamo mai violato il regolamento, il codice di comportamento – sottolinea Battista – mai votato la fiducia al governo”. “Noi siamo profondamentie dentro il Movimento – assicura Bocchino – aderiamo ai principi, ai valori, agli ideali. Noi abbiamo sempre ridato indietro i soldi e non è vero che abbiamo proposto alleanze come scritto da Grillo. Noi, come voi, lavoriamo sul territorio, non è vero che siamo stati sfiduciati. Siamo parte del progetto”.
Finora, da quando i 5 stelle sono approdati in Parlamento, sono state due le procedure di espulsione: la prima per il senatore Marino Mastrangeli, ‘reo’ di aver preso parte a dei talk show televisivi; la seconda per la senatrice Adele Gambaro, accusata di aver espresso dure critiche nei confronti di Grillo. Ora bisognerà attendere la rete chiamata a decidere la sorte dei quattro dissidenti.
>Ma se l’esèulsione andrà in porto si potrebbe avere una scissione nel gruppo parlametare. Secondo fonti interne a Palazzo Madama sarebbero quattro i senatori pronti a lasciare, altri parlano addirittura di dieci. E c’è chi come Roberto Cotti rilancia: “sono più di 30 i senatori pronti a difendere” i quattro dissidenti e a costituire eventualmente un gruppo autonomo. Nomi che si andrebbero ad aggiungere ai tre senatori già fuori dal movimento: Marino Mastrangelo, Paola De Pin e Adele Gambaro. Tra i senatori pronti a dimettersi ci sarebbero Laura Bignami, Maurizio Romani e Alessandra Bencini che tra le lacrime dice: “Basta. Voglio tornare a casa, così non va”.  E mentre in Senato è in corso una riunione del gruppo per salvare la situazione in extremis arriva anche il sostengo del deputato Alessio Tacconi: “Massima solidarietà ai senatori. Consideratemi il quinto”, scrive su twitter.

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