renzialfanoIl premier al Senato per la fiducia al governo. E parte chiarendo subito che “arrivare al 2018 ha un senso solo se avvertiamo l’urgenza di un cambiamento radicale”.


Il presidente del Consiglio chiede la fiducia al Parlamento presentando “un pacchetto di riforme” che affronti prima del semestre europeo “le scelte sul lavoro, sul fisco, sulla pubblica amministrazione, sulla giustizia”, un pacchetto “che metta al centro la scuola ma che parta sulle riforme costituzionali”.
“Gli accordi li rispetteremo nei tempi e nelle modalita’ prestabilite”, afferma Renzi.
Quindi ha tracciato le lineee del suo programma che si possono così sintetizzare:

GIUSTIZIA. “E’ arrivato il momento di mettere nel mese di giugno all’attenzione di questo Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Parto dalla giustizia amministrativa. Abbiamo vissuto venti anni di scontro ideologico sulla giustizia, dopo venti anni le posizioni sono calcificate”.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. “L’interesse nazionale e’ che si esca dal penultimo posto della classifica Ocse per la capacita’ di attrazione”. L’Italia deve essere “un Paese semplice e coraggioso”, sul lavoro, aggiunge il premier che parla della necessita’ di un rapporto diverso con la pubblica amministrazione. “Ci sono – afferma Renzi – settori dello Stato che vivono le peripezie della politica. I governi passano, i dirigenti restano”. Talvolta sarebbe meglio il contrario, dice il premier parlando della struttura dirigente della macchina pubblica. “Una politica forte – spiega Renzi – e’ quella di chi affida tempi certi anche al ruolo dei dirigenti”, perche’ “non puo’ esistere la possibilita’ di un dirigente a tempo indeterminato che fa il bello e il cattivo tempo”.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI. Matteo Renzi si e’ dato l’obbiettivo di “riuscire a inviare a tutti i dipendenti pubblici e ai pensionati direttamente a casa la dichiarazione dei redditi precompilata”. Il premier lo ha annunciato in aula in Senato. Magari, ha spiegato, “attraverso la tecnologia visto che il Papa ha detto che internet e’ un dono di Dio…”.

FISCO. “Prima delle elezioni” europee “vogliamo a tutti i costi intervenire sul fisco attraverso l’utilizzo della delega fiscale”. Lo ha annunciato Matteo Renzi nel suo discorso in Senato. Vi dovranno essere, ha chiarito, “alcune caratteristiche chiaramente visibili”. – Renzi ha indicato tra le possibili misure l’invio online delle dichiarazioni dei redditi pre-compilate a dipendenti pubblici e pensionati. L’obbiettivo e’ far sentire che “il fisco non e’ piu’ il tuo spauracchio, ma diventa una sorta di consulenza, far uscire dal pregiudizio i cittadini”.

LEGGE ELETTORALE. “L’Italicum e’ pronto per essere discusso alla Camera. E’ una priorita’ ed e’ una prima parziale risposta all’esigenza di evitare che la politica perda ulteriormente la faccia. Come possiamo dire che e’ urgente fare la riforma e poi perdere la procedura d’urgenza. L’Italicum e’ un pacchetto con la riforma del Senato e del titolo V”. Cosi’ il premier Matteo Renzi, in aula al Senato. “Noi proponiamo che entro marzo la riforma del Senato parta dal Senato e la riforma del titolo V dalla Camera”, ha annunciato il premier. “Oggi il procedimento legislativo e’ farraginoso, il numero dei parlamentari eccessivo rispetto agli standard internazionali. Oggi c’e’ la possibilita’ di cambiare la configurazione del Senato, togliendo il passaggio della fiducia e del bilancio, e la possibilita’ di svolgere l’incarico di senatore non con l’elezione diretta e indennita’, ma come assunzione di responsabilita’ dai territori”, ha spiegato Renzi. “Questo e’ il primo passo per recuperare la credibilita’ dei cittadini. Quello successivo e’ superare il titolo V per come lo abbiamo conosciuto fino a oggi, per rivedere le competenze esclusive delle Regioni.”, ha proseguito “Bisogna introdurre una clausola di intervento della legge Statale anche dove la materia sia di competenza regionale per garantire l’unita’ dell’ordinamento”, ha prennunciato, “il ricorso alla corte costituzionale ha provocato un eccesso se oggi diciamo che non possiamo tornare a un centralismo della burocrazia statale, abbiamo anche bisogno di chiedere a chi guida le Regioni che e’ cambiato il clima, sicuramente per cio’ che e’ accaduto in questi anni con i rimborsi elettorali. Ma anche perche’ la sovrapposizione di competenze delle Regioni, dei Comuni, dello Stato, con l’ulteriore complicazione dell’Ue ha reso sostanzialmente ingovernabile l’intero sistema”, ha ricordato.

DIRITTI CIVILI. “Sui diritti lo sforzo da fare e’ di ascoltarsi e trovare un compromesso anche quando non mi soddisfa del tutto”. Cosi’ il premier Matteo Renzi, parlando in aula al Senato. “L’identita’ e’ la base dell’integrazione, un Paese che non si integra non ha futuro. A fronte di un dibattito che ha visto i diritti oggetto di scontro, facendone una bandierina in campagna elettorale senza poi fare nulla, con questo governo spero di trovare dei punti di sintesi ideali. Ad esempio per permettere alla bimba nata dove e’ nata la sua compagna di banco, dopo un ciclo scolastico, di diventare italiana”.

CULTURA. “La cultura e’ una cosa con cui si mangia”. Matteo Renzi lo ha sottolineato nel suo intervento in Senato. Questo, ha spiegato il premier pensando ai giovani, “perche’ si nutre l’anima”. Ma anche perche’ fa bene all’economia. “Bisogna avere il coraggio di aprirsi agli investimenti privati e ai posti di lavoro”, ha sottolineato.

MARO’. Matteo Renzi ha raccontato in Aula in Senato della telefonata ieri ai due maro’ in arresto in India. “Ho chiamato due concittadini italiani bloccati da troppo tempo da un’allucinante vicenda per cui garantisco un impegno personale e del governo”, ha spiegato il premier.

Matteo Renzi ha confermato l’intenzione di modificare il Senato. “Vorrei essere l’ultimo presidente del Consiglio a chiedere a quest’aula la fiducia”, ha detto il premier a palazzo Madama. “Sono consapevole del rischio di fare questa affermazione di fronte a senatori che non meritano il ruolo di ultimi senatori, ma lo sta chiedendo il Paese, lo sta chiedendo l’Italia. Oggi non immaginiamo di essere gli ultimi perche’ abbiamo un pregiudizio su di voi, ma perche’ abbiamo un giudizio sull’Italia”.

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