kievLunga notte di trattative questa appena passata. E dallo staff del presidente Viktor Yanukovich arriva l’annuncio di un accordo tra il presidente dell’Ucraina, l’opposizione e gli inviati Ue per porre fine alle violenze che scuotono la nazione da tre mesi e che ieri hanno devastato Kiev in una guerriglia urbana che ha portato il numero dei morti a 101.

L’accordo dovrebbe prevedere, secondo le rivelazioni della tv ucraina, elezioni anticipate, governo di coalizione e riforma costituzionale. Yanukovich si era detto pronto a fare “concessioni per far tornare la pace”.

Il ministro degli esteri francese però frena l’entusiasmo: “Nulla di definitivo fino alla tarda mattinata, serve cautela e l’opposizione deve consultarsi”.

La firma del documento per mettere fine alla crisi politica in Ucraina, infatti, è prevista alle 12 (le 11 in Italia) nel palazzo presidenziale a Kiev.

Nel frattempo il supporto per il presidente si sta indebolendo. Ieri il sindaco di Kiev ha annunciato che lascia il partito delle Regioni perché in piazza si è registrato un “bagno di sangue”. Il vice capo di Stato maggiore Yury Dumansky si è dimesso in “disaccordo con la decisione di trascinare l’esercito in un conflitto interno”. Ieri il parlamento ha anche approvato una norma che proibisce “l’operazione anti-terrorismo” minacciata da Yanukovich. {jcomments on}