ucraina-6I negoziatori dell’Unione Europea e della Russia hanno raggiunto con il presidente Viktor Yanukovych e l’opposizione un accordo per la soluzione della crisi politica che metta fine alle violenze in Ucraina. Lo hanno annunciato dall’ufficio del presidente ucraino, precisando che l’accordo, raggiunto dopo una notte di negoziati, dovrebbe essere firmato questa mattina.


L’intesa, come ha confermato Oleksandr Yefremov, capogruppo al Parlamento del Partito delle Regioni, prevede la costituzione di un governo di coalizione e le elezioni presidenziali a dicembre. L’accordo stabilisce anche il ritorno alla Costituzione del 2004 entro 48 ore dalla sua firma e la costituzione di un governo di coalizione in 10 giorni.
Volodymyr Rybak, il presidente della Rada, il Parlamento ucraino, ha formalmente firmato la risoluzione approvata la notte scorsa che condanna le recenti violenze ed ordina alle truppe ed alla polizia di rientrare nelle loro basi.
L’annuncio dell’intesa arriva dopo una vera e propria giornata di guerra civile nel centro di Kiev in cui, secondo fonti dell’opposizione e mediche, si sono registrati almeno un centinaio di morti e diverse centinaia di feriti. Il ministero della Sanità ucraino ha fornito un bilancio ufficiale di almeno 77 morti da martedì.
Ai ministri degli Esteri della Ue francese, tedesco e polacco arrivati ieri a Kiev per mediare, il presidente ucraino ha detto di essere pronto a elezioni generali anticipate, mentre la Ue decideva a Bruxelles sanzioni contro i responsabili delle violenze. Secondo quanto annunciato l’accordo verrà firmato oggi alle 11, ora italiana. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, è però cauto e avverte che non si avrà “niente di definitivo prima della fine della mattinata”. Intervistato da Europe 1 il capo della diplomazia di Parigi ha spiegato che “si è convenuto di non comunicare per il momento. Fino a quando le cose non saranno effettivamente fatte, bisogna restare prudenti”.
Fabius ha quindi spiegato che le parti del negoziato hanno convenuto “di non dire nulla prima che le cose non siano definitive”; “bisogna usare il condizionale”, ha aggiunto precisando che l’opposizione deve fare un certo numero di consultazioni al suo interno, il che “è comprensibile”, ha detto, e spiegando che tutti i temi sono stati discussi in questi negoziati.
In Piazza Indipendenza la situazione resta tesa. Secondo la polizia, alcuni manifestanti avrebbero aperto il fuoco contro le forze dell’ordine tentando di avanzare in direzione del Parlamento.

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