lettrenOre cruciali per il futuro del Governo. Mentre Letta si prepara a chiedere un patto di coalizione ai partiti che lo sostengono, Matteo Renzi si prepara a prendere il suo posto.
Il primo governo a guida Renzi viene dato pronto ai vagiti già per il fine settimana. Manca il solito piccolo particolare: il passo indietro di Enrico Letta.

Spianata la strada da parte di Napolitano che appariva contrario, vinte le ultime resistenze di quei renziani che al grido di «Matteo non lo fare» avrebbero voluto il passaggio di legittimazione elettorale, per il varo del nuovo governo si attende il sì del premier in carica, consumatosi di fatto da solo più che disarcionato.
Nel Palazzo già impazza il toto-ministri. E non potrebbe essere altrimenti, visto che se il Renzi uno vede la luce, avverrà entro fine settimana. Ma prima dei nomi, è l’operazione politica a tenere banco. Renzi intende partire dall’attuale maggioranza Pd+Sc montiana+Ncd. Ma non intende fermarsi qua, il Renzi uno non vuol essere la semplice sostituzione di un premier con un altro.
Secondo fonti acdcreditate il nuobvo esecutivo sarà più spostato a sinistra per accogliere in qualche modo Sel. Quanto al resto della squadra, sarà un governo segnato da «forte discontinuità». Tradotto, significa che salterà buona parte degli attuali ministri a partire da quello dell’Economia, dove si fa già il nome di Piercarlo Padoan; si parla poi di Andrea Guerra, Ad di Luxottica, allo Sviluppo; Cuperlo alla Cultura, mentre degli attuali ministri politici dovrebbero restare solo Franceschini, Alfano e Delrio. Me resat da vedere se e quale spazio avranno quelli del Nuovo Centrodestra.

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